Economia di mercato/Stiglitz

Joseph E. Stiglitz – L’euro. Come una moneta comune minaccia il futuro dell’Europa – Einaudi (2017)

Valori che vanno oltre l’economia: a) l’economia dovrebbe essere un mezzo per raggiungere un fine, e cioe’ migliorare il benessere dei singoli e della societa’; b) il benessere dei singoli dipende non solo da una concezione standard del Pil, benche’ questa sia stata ampliata e includa oggi la sicurezza economica, ma da un sistema di valori molto piu’ ampio che comprende la solidarieta’ e la coesione sociale, la fiducia nelle nostre istituzioni sociopolitiche e la partecipazione democratica; c) essendo nato per migliorare i risultati economici e consolidare la coesione politica e sociale in Europa, l’euro doveva essere un mezzo per raggiungere un fine, e non un fine in se’.

Info:
http://temi.repubblica.it/micromega-online/stiglitz-e-possibile-salvare-l-euro/
https://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2018-07-06/stiglitz-italexit-e-l-ultima-spiaggia-l-italia-e-meglio-restare-ma-l-euro-va-riformato-154718.shtml?uuid=AEpvLEIF&refresh_ce=1
http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/stiglitz-39-39-39-italia-sufficientemente-grande-ha-176313.htm

Economia di mercato/Stiglitz

Joseph E. Stiglitz – La grande frattura. La disuguaglianza e i modi per sconfiggerla – Einaudi (2016)

Il denaro puo’ essere usato per comprare due tipi di cose: beni prodotti e beni fissi (come la terra).
Quando il denaro va ai primi, la domanda di quei beni aumenta e probabilmente anche la produzione (a meno che non vi sia uno strozzamento temporaneo di quest’ultima).
Ma quando il denaro va ai beni fissi, l’effetto e’ uno solo: il valore di quell’asset cresce, ma non la sua quantita’. Negli ultimi anni, le autorita’ monetarie non hanno tenuto bene il timone della moneta. Le piccole imprese che avevano un disperato bisogno di liquidi sono rimaste a secco, mentre il denaro andava ad aumentare i valori azionari del mercato interno e i prezzi degli asset a livello globale.
Il risultato e’ che ampie porzioni dei supposti stimoli derivanti dalle politiche monetarie sono finite nelle bolle dei prezzi degli asset, portando per esempio a un aumento del prezzo della terra.
Un incremento del credito si manifesta allora come un aumento di ricchezza, ma non dovremmo confondere le cose: il paese non ne esce piu’ ricco. La quantità di asset e’ esattamente la stessa.

Info:
https://www.anobii.com/books/La_grande_frattura/9788806226855/01612546eb4c023d52
https://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2015-05-30/la-disuguaglianza-divide-mondo-103340.shtml?uuid=ABnHMRpD
https://palomarblog.wordpress.com/2016/03/06/stiglitz-la-grande-frattura/

Economia di mercato/Stiglitz

Joseph E. Stiglitz – La grande frattura. La disuguaglianza e i modi di sconfiggerla – Einaudi (2016)

Vi sono, in realta’, importanti differenze in termini di strategie di crescita, che rendono altamente probabili esiti del tutto diversi.
La prima riguarda il modo stesso di concepire la crescita, che non vuol dire semplicemente innalzare il Pil.
La crescita deve essere sostenibile: se si basa sul degrado ambientale, su consumi sfrenati finanziati attraverso il debito, sullo sfruttamento di risorse naturali sempre piu’ esigue, senza reinvestirne i proventi, non e’ sostenibile.
La crescita deve essere anche inclusiva e deve poterne beneficiare quanto meno la maggioranza della popolazione.
La cosiddetta teoria del trickle down, quella dell’effetto a cascata, non funziona: un aumento del Pil, in realta’, puo’ comportare un peggioramento della situazione economica per la maggior parte dei cittadini.

Info:
https://www.anobii.com/books/La_grande_frattura/9788806226855/01612546eb4c023d52
https://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2015-05-30/la-disuguaglianza-divide-mondo-103340.shtml?uuid=ABnHMRpD
https://palomarblog.wordpress.com/2016/03/06/stiglitz-la-grande-frattura/

 

Europa/Stiglitz

Joseph E. Stiglitz – L’euro. Come una moneta comune minaccia il futuro dell’Europa – Einaudi (2017)

L’euro e’ stato creato con tre speranze:
1) che avrebbe portato a una maggiore coesione europea e quindi all’integrazione;
2) che la piu’ stretta integrazione economica avrebbe portato a una crescita piu’ veloce dell’economia; e
3) che questa maggiore integrazione economica e la conseguente maggiore integrazione politica avrebbero garantito la pace all’Europa.

Info:
http://temi.repubblica.it/micromega-online/stiglitz-e-possibile-salvare-l-euro/
https://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2018-07-06/stiglitz-italexit-e-l-ultima-spiaggia-l-italia-e-meglio-restare-ma-l-euro-va-riformato-154718.shtml?uuid=AEpvLEIF&refresh_ce=1
http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/stiglitz-39-39-39-italia-sufficientemente-grande-ha-176313.htm

Europa/Stiglitz

Joseph E. Stiglitz – L’euro. Come una monetacomune minaccia il futuro dell’Europa – Einaudi (2017)

L’euro e’ solo un artificio, una creazione umana, una delle tante istituzioni fallibili realizzate da uomini fallibili.
E’ stato creato con le migliori intenzioni da parte di leader lungimiranti le cui visioni erano pero’ offuscate da una comprensione imperfetta di cio’ che un’unione monetaria avrebbe comportato.
C’e’ da capirli: nulla di simile era mai stato tentato prima.
Il vero peccato sarebbe se l’Europa non traesse il giusto insegnamento da quanto e’ accaduto in quest’ultimo periodo.

Info:
http://temi.repubblica.it/micromega-online/stiglitz-e-possibile-salvare-l-euro/
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Europa/Stiglitz

Joseph E. Stiglitz – L’euro. Come una moneta comune minaccia il futuro dell’Europa – Einaudi (2017)

Il mandato della Bce e’ controllare l’inflazione, e non la disoccupazione.
Fintanto che c’e’ inflazione in Europa in generale e in Germania in particolare, non solo la Bce presta scarsa attenzione alla sofferenza dei paesi afflitti da alti livelli di disoccupazione, ma non si preoccupa neppure del tasso medio di disoccupazione […]
Il risultato di una Bce concentrata unicamente sull’inflazione e’ che la crescita e la stabilita’ sono inferiori rispetto alle potenzialita’ della regione, e questo fa sorridere, visto e considerato che il presunto obiettivo del quadro economico dell’eurozona era quello di promuovere la crescita e la stabilita’ […] I principi in voga ai tempi della fondazione dell’eurozona – come per esempio che l’unica cosa di cui una banca centrale dovesse occuparsi era l’inflazione, e che cioì sarebbe bastato a garantire crescita e stabilita’ – sono stati oggi ampiamente sconfessati sia dagli economisti accademici sia dai politici, anche negli ambienti dell’Fmi. Eppure alla Bce queste idee sono scolpite nella pietra e tuttora condivise in molti potentati dell’eurozona.

Info:
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Economia di mercato/Stiglitz

Joseph E. Stiglitz – La grande frattura, La disuguaglianza e i modi per sconfiggerla – Einaudi (2016)

La prova definitiva che ha smontato quest’idea tutta repubblicana dell’economia a cascata e’ stata offerta inaspettatamente da un’amministrazione democratica. L’approccio «prima le banche» voluto dal presidente Barack Obama per salvare la nazione da un’altra Grande depressione sosteneva che dando soldi alle banche (invece che ai proprietari di casa che erano stati depredati da quelle stesse istituzioni) l’economia si sarebbe salvata.
Il governo riverso’ miliardi in istituti che avevano portato il paese sull’orlo della rovina, senza definire i termini della restituzione.
Quando il Fondo monetario internazionale e la Banca mondiale procedono a un salvataggio, quasi sempre impongono determinate condizioni per assicurarsi che i soldi vengano impiegati nel modo previsto. Ma in questo caso il governo espresse semplicemente la speranza che le banche mantenessero attiva la linea del credito, linfa vitale dell’economia.
E cosi’ le banche strinsero i cordoni della borsa, pagando bonus immensi ai loro manager benche’ questi le avessero quasi rovinate. Anche allora, sapevamo che gran parte dei profitti delle banche proveniva non da una maggiore efficienza dell’economia, ma da pratiche di sfruttamento fondate sul prestito predatorio, abusi sulle carte di credito e tariffe monopolistiche.
La piena entità dei loro misfatti – per esempio la manipolazione illegale dei tassi di interesse chiave e dei tassi di cambio esteri, che ha danneggiato derivati e mutui per centinaia di migliaia di miliardi di dollari – stava soltanto iniziando a venire alla luce.

Info:
https://www.anobii.com/books/La_grande_frattura/9788806226855/01612546eb4c023d52
https://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2015-05-30/la-disuguaglianza-divide-mondo-103340.shtml?uuid=ABnHMRpD
https://palomarblog.wordpress.com/2016/03/06/stiglitz-la-grande-frattura/

 

Capitalismo/Stiglitz

Joseph E. Stiglitz – La grande frattura. La disuguaglianza e i modi per sconfiggerla – Einaudi (2016)

Ci sono quattro importanti ragioni per cui la disuguaglianza sta soffocando la ripresa.
La piu’ immediata e’ che il ceto medio e’ troppo debole per sostenere i consumi che storicamente hanno guidato la nostra crescita economica […]
In secondo luogo, a causa dell’erosione del ceto medio a partire dagli anni Settanta – un fenomeno interrotto soltanto brevemente nel corso degli anni Novanta –, le persone che ne fanno parte non riescono piu’ a investire nel loro futuro, studiando e facendo studiare i loro figli e avviando imprese o migliorando quelle esistenti.
Terzo, la debolezza del ceto medio limita il gettito fiscale, specie  perché coloro che sono piu’ in alto sono abilissimi quando si tratta di eludere il pagamento delle imposte e ottenere sgravi fiscali dal governo […]
Quarto, la disuguaglianza va di pari passo con piu’ frequenti e piu’ gravi cicli economici di crescita e recessione, il che rende la nostra economia piu’ volatile e vulnerabile.

Info:
https://www.anobii.com/books/La_grande_frattura/9788806226855/01612546eb4c023d52
https://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2015-05-30/la-disuguaglianza-divide-mondo-103340.shtml?uuid=ABnHMRpD
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Capitalismo/Stiglitz

Joseph E. Stiglitz – Invertire la rotta. Disuguaglianza e crescita economica – Laterza (2018)

Ci sono quattro aree in particolare che potrebbero incidere significativamente sull’alto livello di disuguaglianza [dei redditi] oggi esistente.
La prima area e’ quella dei compensi dei dirigenti: sono diventati eccessivi (specialmente negli Stati Uniti) e i meccanismi di remunerazione basati sulle stock options sono difficili da giustificare […]
La seconda area e’ la macroeconomia: sono necessarie politiche capaci di mantenere la stabilita’ economica e la piena occupazione. Un alto tasso di disoccupazione colpisce maggiormente gli strati bassi e medi della distribuzione del reddito. Oggi i lavoratori sono penalizzati da tre fattori: l’alto tasso di disoccupazione, i salari deboli e i tagli ai servizi pubblici, dovuti al fatto che quando l’economia va male scendono anche le entrate dello Stato […] E non c’e’ bisogno di aumentare il debito pubblico in rapporto al Pil: progetti infrastrutturali implementati con intelligenza si ripagherebbero da soli, considerando che l’aumento del reddito (e quindi gli introiti fiscali) compenserebbe ampiamente l’aumento della spesa pubblica […]
La terza area e’ l’istruzione: per combattere la disuguaglianza servono investimenti pubblici in questo campo. Il livello e la qualita’ dell’istruzione sono un fattore determinante per il reddito di un lavoratore […]
La quarta area e’ la tassazione: questi investimenti pubblici tanto necessari potrebbero essere finanziati attraverso una tassazione equa e completa dei redditi da capitale, che contribuirebbe a contrastare ulteriormente l’aumento della disuguaglianza riducendo il rendimento netto sul capitale ed evitando che quei capitalisti che risparmiano buona parte del loro reddito accumulino ricchezza a un ritmo superiore alla crescita dell’economia globale, con conseguente aumento delle disparita’ di ricchezza.

Info:
https://www.laterza.it/index.php?option=com_laterza&Itemid=97&task=schedalibro&isbn=9788858130735
https://www.pandorarivista.it/articoli/stiglitz-invertire-la-rotta/
https://www.laciviltacattolica.it/recensione/invertire-la-rotta-disuguaglianza-e-crescita-economica/

 

Capitalismo/Stiglitz

Joseph E. Stiglitz – Invertire la rotta. Disuguaglianza e crescita economica – Laterza (2018)

Come sostiene la Commissione internazionale per la misurazione della performance economica e del progresso sociale, acquisisce sempre più peso, in tutto il mondo, l’idea che il Pil non sia uno strumento efficace per misurare i risultati economici complessivi.
La cosa veramente importante e’ se la crescita e’ sostenibile, se di anno in anno la maggioranza dei cittadini vede aumentare il proprio tenore di vita. […] Non dobbiamo preoccuparci di come sta andando l’economia in media (come ci induce a fare il Pil), ma di come sta andando l’economia per il cittadino medio, andando a guardare, per esempio, il reddito disponibile mediano.
Le cose che stanno a cuore alla gente sono la salute, l’equita’, la sicurezza, ma le statistiche del Pil non riflettono il declino che sta investendo questi settori. Se si prendono in considerazione questi e altri aspetti del benessere sociale, il quadro della performance economica recente dei paesi ricchi diventa molto più fosco.

Info:
https://www.pandorarivista.it/articoli/stiglitz-invertire-la-rotta/
https://www.laciviltacattolica.it/articolo/invertire-la-rotta-disuguaglianza-e-crescita-economica/
https://www.anobii.com/books/Invertire_la_rotta/9788886323901/0139e4e7f6ac0e8076
https://www.laterza.it/index.php?option=com_laterza&Itemid=97&task=schedalibro&isbn=9788858130735