Capitalismo/Stiglitz

La strada per la libertà. L’economia e la societa’ giusta – Joseph E. Stiglitz – Einaudi (2024)


La vita per un Paese sovraindebitato non e’ piacevole.
I creditori fanno tutto quel che e’ in loro potere per strappare il massimo possibile di quanto loro dovuto, prestando poca, per non dire nulla, attenzione alle conseguenze per i cittadini.
Cio’ e’ vero anche se i creditori hanno avuto un ruolo attivo nel creare la crisi del debito, offrendo credito a condizioni allettanti, e possibilmente anche corrompendo funzionari governativi o manager privati perche’ contraessero i prestiti.
Nella societa’ moderna, quando una persona o un’azienda ha preso in prestito una somma eccessiva, che equivale al caso in cui le banche e altri creditori hanno prestato troppo, viene avviata una procedura fallimentare ufficiale. Il debito viene ristrutturato in modo che le persone possano continuare la loro vita e le aziende ricominciare da capo per crescere di nuovo e creare posti di lavoro, se hanno le capacita’ e la competenza per farlo.
Mentre i creditori sottolineano la sconsideratezza di coloro che hanno stipulato prestiti eccessivi, il vero errore e’ dei primi. Si suppone che siano esperti di gestione del rischio, che sappiano in quale misura un individuo, un’azienda o un Paese possa indebitarsi senza finire nei guai. Si presume che ne sappiano molto di piu’ della microeconomia sottostante e della macroeconomia prevalente rispetto a una persona comune o a un Paese povero in via di sviluppo.
I prestiti sono volontari. Se un prestito non andava fatto, la colpa ricade in misura pari, o maggiore, sul prestatore piu’ che sul contraente […]
In Occidente i banchieri raccontano la storia dei debitori sconsiderati, o di un’Argentina inadempiente seriale. Ma svicolano dalla domanda ovvia: se le cose erano cosi’ lampanti, perche’ prestare cosi’ tanto, come hanno fatto in Argentina dopo l’elezione di Mauricio Macri a presidente del Paese nel 2015?
La risposta ovvia e’ che la loro avidita’ ha superato la valutazione del rischio. Alle banche facevano gola gli elevati tassi d’interesse, senza pensare troppo al fatto che non solo segnalavano la presenza di un rischio elevato, ma ne erano anche una causa, dato che il Paese avrebbe faticato a rispettare condizioni cosi’ onerose.

Info:
https://sbilanciamoci.info/stiglitz-il-neoliberalismo-e-un-fallimento/
https://ilpontedem.it/2024/06/22/joseph-e-stiglitz-la-strada-per-la-liberta-economia-e-buona-societa/

https://www.milanofinanza.it/news/la-lezione-del-nobel-joseph-e-stiglitz-un-capitalismo-progressivo-per-una-societa-giusta-202309152206147720
https://www.open.online/2024/11/22/il-premio-nobel-stiglitz-per-litalia-conseguenze-pessime-dalla-firma-del-patto-di-stabilita/

https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2024/11/22/il-nobel-per-leconomia-stiglitz-la-ue-e-tornata-allausterita-con-donald-paghera-due-volte/7776961/

Geoeconomia/Stiglitz

Joseph Stiglitz – Un’economia per l’uomo – Castelvecchi (2016)

Per quanto riguarda invece i diritti economici, diciamo che questa crisi economica globale ha sicuramente un bel marchio Made in USA.
Non abbiamo semplicemente esportato la politica di deregolamentazione che ha reso possibile la diffusione della crisi nel mondo, abbiamo anche esportato molti dei nostri prestiti tossici.
Definire un prestito “tossico” suggerisce che sia ad alto rischio, ma quei prestiti erano estremamente piu’ pericolosi, erano un deliberato sfruttamento da parte del settore bancario e della comunita’ finanziaria degli americani piu’ poveri, gli afroamericani.
Negli ultimi anni si e’ discusso molto della scoperta che ci siano soldi in fondo alla piramide; cio’ che la comunita’ finanziaria americana ha cercato di fare e’ non far rimanere quei soldi in fondo alla piramide, ma farli arrivare alla sommita’ e dobbiamo dire che sono stati piuttosto bravi a muovere i soldi dal basso verso l’alto. Se guardate i gravi danni che sono stati arrecati al ceto medio e agli stipendi piu’ bassi nelle comunita’ americane di Baltimora e Cleveland capirete la dimensione morale di cio’ che il mercato finanziario americano ha fatto. Non e’ stata soltanto la rovina dell’economia americana e non ha soltanto rovinato l’economia globale: quei prestiti subprime in se’ erano immorali ad ogni livello.
Poi pero’ li abbiamo esportati, abbiamo persuaso altri ad accettarli, per questo credo che la parola “tossici” sia ancora troppo lieve per descriverli; l’amministrazione ora li chiama “eredita’ patrimoniali”. Hanno subito un’evoluzione in termini di descrizione: prima erano tossici, poi sono diventati titoli problematici, ed ora eredita’ patrimoniali, e credo che nessuno di questi appellativi faccia giustizia all’obbrobrio che in realta’ hanno rappresentato.

Info:
https://www.avantionline.it/joseph-stiglitz-leconomia-e-un-mezzo-verso-un-fine-non-un-fine-in-se/