Societa’/Todd

La sconfitta dell’Occidente – Emmanuel Todd – Fazi (2024)

L’aggettivo “liberale”, qui aggiunto a “democrazia”, serve a esprimere la tutela delle minoranze che modera la forza del principio maggioritario.
Nel caso della Russia, invece, in cui il governo viene votato e sostenuto, malgrado le imperfezioni che imbavagliano le minoranze, ho voluto mantenere il concetto di democrazia ma apponendovi come aggettivo qualificativo “autoritario” anziché “liberale”.
Riguardo all’Occidente, pero’, il malfunzionamento del meccanismo di rappresentanza della maggioranza rende ormai impossibile continuare a utilizzare il termine “democrazia”. Al contrario, nulla ci impedisce di mantenere il termine “liberale”, giacche’ nell’Ovest la protezione delle minoranze e’ divenuta un’ossessione. Il più delle volte pensiamo a coloro che sono oppressi, i neri o gli omosessuali, ma la minoranza meglio protetta nel mondo occidentale e’ senza dubbio quella dei ricchi, a prescindere che essi rappresentino l’1 per cento della popolazione, lo 0,1 o lo 0,01 per cento.
In Russia, invece, non sono protetti ne’ gli omosessuali ne’ gli oligarchi, percio’ le nostre democrazie liberali stanno diventando delle “oligarchie liberali”.
Tutto cio’ cambia, dunque, il significato ideologico della guerra. Annunciata dal pensiero dominante come la lotta delle democrazie liberali dell’Occidente contro l’autocrazia russa, questa diventa piuttosto un confronto tra le oligarchie liberali occidentali e la democrazia autoritaria russa […]
Possiamo gia’ individuare alcuni aspetti importanti:
– Ci troviamo effettivamente dinanzi al confronto di due sistemi ideologicamente contrapposti, anche se l’opposizione non e’ quella che ci e’ stata presentata.
E’, per cosi’ dire, sociologicamente normale che i partiti che rappresentano la classe operaia o la piccola borghesia dominante (in Francia il Rassemblement National e La France Insoumise, in Germania l’AfD, negli Stati Uniti Donald Trump) siano sospettati di simpatizzare per Putin. Le elite al potere temono che gli strati piu’ bassi della societa’ si orientino verso la Russia, i cui valori democratici autoritari ricordano un tratto caratteristico dei populismi occidentali.
– E’ facile comprendere per quale motivo le oligarchie liberali abbiano adottato le sanzioni economiche come strumento per condurre la guerra: sono infatti gli strati piu’ bassi della societa’ occidentale a patire maggiormente l’inflazione e il calo del tenore di vita.

Info:
https://fazieditore.it/wp-content/uploads/2024/10/todd-il-fatto-quotidiano.pdf?
https://fazieditore.it/wp-content/uploads/2024/10/todd-il-riformista.pdf?

https://fazieditore.it/wp-content/uploads/2024/10/todd-il-manifesto.pdf?
https://fazieditore.it/wp-content/uploads/2024/10/todd-il-giornale.pdf?
https://contropiano.org/interventi/2024/11/11/la-sconfitta-delloccidente-oligarchico-e-nichilista-0177418
https://www.quotidiano.net/magazine/libri/emmanuel-todd-gli-oligarchi-e-il-nichilismo-hanno-distrutto-le-democrazie-e-la-sconfitta-delloccidente-fd56b6be
https://www.repubblica.it/venerdi/2024/09/28/news/emmanuel_todd_sconfitta_occidente_ultimo_libro-423521727/
https://www.sinistrainrete.info/articoli-brevi/29325-gian-marco-martignoni-la-sconfitta-dell-occidente.html

Geoeconomia/Mahbubani

Occidente e Oriente chi perde e chi vince – Kishore Mahbubani – Universita’ Bocconi (2019)

La realta’ che l’Occidente deve affrontare e’ che la principale sfida strategica che attende gli Stati Uniti non e’ la stessa che attende l’Europa.
Per gli Stati Uniti la sfida e’ la Cina. Per l’Europa e’ il mondo islamico sulla porta di casa. I fatti sono fatti.
Eppure, ogni anno, quando i massimi strateghi dell’Occidente convergono in febbraio alla Conferenza di Monaco sulla Sicurezza, nessuno degli esperti occidentali riesce a riconoscere la cosa piu’ ovvia e importante: gli interessi americani ed europei sono ormai divergenti.
L’elezione di Trump ha messo questa divergenza allo scoperto. Questo potrebbe finire per diventare uno dei maggiori contributi di Trump alla storia mondiale […]
Se fossero piu’ strategicamente accorti nel difendere i propri interessi rispettivi, sia gli Stati Uniti sia l’Europa ne avrebbero un beneficio.
Per l’Europa, e’ chiaro che la principale minaccia non sta venendo dalla Russia. A differenza della Guerra Fredda, nessun carro armato russo minaccia l’Europa occidentale. Quindi, l’Europa dovrebbe fare pace con Putin.
Ne’ l’Europa e’ minacciata dai missili balistici intercontinentali cinesi. Lo sviluppo economico della Cina e’ favorevole agli interessi europei. Perché?
La principale minaccia per l’Europa e’ costituita dagli effetti esterni dell’instabilita’ del mondo islamico. Finche’ nel Nord Africa e nel Medio Oriente saranno presenti stati in gravi difficolta’, ci saranno dei migranti che cercano di arrivare in Europa, infiammando i partiti populisti.
Tuttavia, se l’Europa aiuta il Nord Africa a replicare i successi ottenuti nello sviluppo economico da Paesi come la Malaysia e l’Indonesia, avra’ costruito un argine contro flussi di immigrazione ingestibili. In breve, e’ nell’interesse strategico dell’Europa importare in Nord Africa le esperienze di successo economico dell’Asia orientale. Dunque, l’Europa dovrebbe lavorare con la Cina, non contro la Cina, per la crescita dell’Africa settentrionale […]
Gli europei dovrebbero sentire un’estrema urgenza di trattare con il Nord Africa, perche’, dietro il Nord Africa, e’ in arrivo un’esplosione demografica ancora piu’ grande. Nel 2100 la popolazione dell’Africa raggiungera’ quella dell’Asia. Allora in Africa ci saranno 4,5 miliardi di abitanti.
Come affrontera’ questa esplosione demografica una popolazione sempre piu’ anziana di 450 milioni di europei? L’Europa deve aprire gli occhi e concentrarsi sulla propria sfida esistenziale.

Info:
https://irmaloredanagalgano.it/2019/10/01/3179/
https://www.corriere.it/oriente-occidente-federico-rampini/24_settembre_30/chi-vince-e-chi-perde-in-medio-oriente-una-lezione-di-50-anni-fa-c219a3f3-36a7-448e-9ae5-4b999c605xlk.shtml
https://www.notiziegeopolitiche.net/leggere-kishore-mahbubani-il-mondo-occidentale-da-unaltra-prospettiva/

Geoeconomia/Mahbubani

Occidente e Oriente chi perde e chi vince – Kishore Mahbubani – Bocconi Ed. (2019)

Il Resto del Mondo non ha bisogno di essere salvato dall’Occidente, ne’ erudito sulle sue strutture di governo ne’ tanto meno convinto della sua superiorita’ morale.
Certamente, poi, non ha alcun bisogno di essere bombardato.
Un passo indietro migliorera’ le relazioni con molte parti del mondo, non solo con il mondo islamico, ma anche con la Cina e l’Africa, che mal sopportano l’arroganza occidentale.
Il Resto del Mondo continuera’ a imparare dall’Occidente in molte aree.
La piu’ grande conquista dell’Unione Europea e’ che ha azzerato le prospettive di guerra tra i suoi Stati membri. L’ASEAN sta cercando di ripetere questa regola aurea dell’Unione Europea.
I Paesi nordici continuano a eccellere nell’offerta di un buon equilibrio tra crescita economica e armonia sociale. Questo modello nordico sara’ gradualmente universalizzato.
Gli Stati Uniti continuano a eccellere nell’istruzione superiore e nell’imprenditorialita’. Il mondo copiera’ le best practices americane. I rettori delle universita’ cinesi visitano regolarmente i campus americani per imparare da loro.
Una strategia globale minimalista da parte dell’Occidente dovrebbe promuovere un apprendimento ancora piu’ sistematico.
E’ sempre piu’ facile imparare da qualcuno che non trasuda un atteggiamento di superiorita’.

Info:
https://irmaloredanagalgano.it/2019/10/01/3179/
https://www.corriere.it/oriente-occidente-federico-rampini/24_settembre_30/chi-vince-e-chi-perde-in-medio-oriente-una-lezione-di-50-anni-fa-c219a3f3-36a7-448e-9ae5-4b999c605xlk.shtml
https://www.notiziegeopolitiche.net/leggere-kishore-mahbubani-il-mondo-occidentale-da-unaltra-prospettiva/

 

Societa’/Rosanvallon

PierreRosanvallon – Controdemocrazia. La politica nell’era della sfiducia – Castelvecchi (2017)

La differenza essenziale tra visione occidentale e visione cinese dell’azione.
In occidente, da Machiavelli a Schopenhauer, si e’ affermato il principio di edificare un impero del soggetto, con un uomo visto come padrone delle situazioni, che lascia sulle cose l’impronta della propria volonta’, che erige il mondo a campo di sperimentazione della propria capacita’ di realizzarsi nella creazione radicale o nel fronteggiare cio’ che gli oppone resistenza.
In questo caso l’azione e’ concepita come uno scontro tra due universi, come un’impresa di conquista e di asservimento.
Niente di simile nella visione cinese: l’essenziale risiede in un’attenzione verso il mondo che permette di sfruttarne in permanenza le tensioni, di usarne al meglio le caratteristiche.
L’esercizio del potere dunque non si basa sul dispiegamento della forza, ma sul lasciarsi guidare da una minuziosa attenzione al terreno, sull’ottimizzare il potenziale delle situazioni […]
All’arte occidentale di governare dall’alto, imponendosi con la forza, si contrappone la prospettiva di un governo dal basso, quasi invisibile, che consiste nel far convergere gli altri sulla propria posizione in modo impercettibile, modellando il quadro del loro agire […] Per esprimere le cose in un vocabolario piu’ attuale, possiamo anche dire che si contrappongono due tipi di controllo: da un lato quello della pattuglia di Polizia e dall’altro quello dell’allarme antincendio. La pattuglia di Polizia corrisponde a una concezione classica dell’azione pubblica che e’ delegata ad agenti specializzati. E’ un controllo diretto, centralizzato, deciso.
Il modello dell’allarme antincendio e’ piu’ decentralizzato; si regge su dispositivi diffusi. Ha anche la caratteristica essenziale di non mobilitare solo professionisti. Il ricorso ai pompieri presuppone, infatti, un preliminare intervento individuale; la sua efficacia dipende da un’attenzione sociale diffusa.
E’ al modello dell’allarme antincendio che bisogna paragonare l’efficacia della vigilanza. Si tratta di un’efficacia che e’ opera di un gruppo sociale definito e che si manifesta essenzialmente come un risultato. Ma essa non e’ meno tangibile, e forse e’ addirittura superiore a quella propria dei poteri costituiti […]
La Corte di giustizia dell’Unione europea ha evidenziato con forza questa dimensione, stimando che «la vigilanza degli individui interessati alla tutela dei loro diritti porta a un efficace controllo» dei governanti.
La figura del cittadino-controllore va dunque oltre quella del cittadino-elettore.

Info:
https://ilmanifesto.it/la-sfiducia-democratica
http://www.damianopalano.com/2012/10/il-deficit-simbolico-della-democrazia.html
https://tempofertile.blogspot.com/2013/11/pierre-rosanvallon-la-politica-nellera.html
https://www.univrmagazine.it/2011/05/02/qual-e-il-significato-del-voto-oggi/

Geoeconomia/Termini

Valeria Termini – Energia. La grande trasformazione – Laterza (2020)

“Gli Stati Uniti aprirono alla Cina negli anni Settanta (e’ del 1972 la visita ufficiale di Nixon e Kissinger a Mao) e lo fecero in funzione antisovietica, per rompere sul nascere un possibile fronte sino-sovietico durante la guerra fredda. E ottennero quel risultato strategico.
Ma all’inizio degli anni Ottanta l’economia cinese era ancora pari al 10% di quella americana dell’era di Reagan; raggiunse il 60% nel 2007, il 100% nel 2017, superando in quell’anno gli Stati Uniti (con un PIL di 19,6 trilioni di dollari a parità di potere d’acquisto) fino a raggiungere il 104% nel 2018.
La Cina e’ diventata la prima potenza economica mondiale in soli trent’anni di crescita straordinaria […]
Non e’ solo l’economia a contrapporre le due potenze.
La visione di Cina e Stati Uniti poggia su radici culturali opposte. In estrema sintesi, la maggior parte dei contrasti deriva da due fondamenti: il rapporto tra individuo e societa’, il primo, e quello tra umanita’ e natura, il secondo […]
Mentre il pensiero dominante dell’Occidente, degli Stati Uniti in particolare, si concentra sull’individuo (dopo l’Ottocento sull’utilita’ individuale), sulla liberta’ della persona rappresentata dai valori della democrazia, per la Cina le sorti individuali sono di scarso rilievo; e’ centrale invece la responsabilita’ dell’individuo nei confronti della comunita’, della societa’, dello Stato, dell’universo. Inoltre, secondo elemento di contrapposizione, il rapporto dell’umanita’ nella natura e nel cosmo. I fondamenti e le radici millenarie del pensiero di Confucio, rimasto dominante nelle sue diverse forme dal VI secolo a.C. al 1912 quando l’impero cinese si sgretolo’, si fondano sulla divisione del mondo tra “regno dell’uomo” e “regno della natura”; questa divisione attribuisce al cosmo l’equilibrio spontaneo del “regno della natura”, che si autoregola al suo interno e che l’umanita’ non deve scalfire, ma solo rispettare attraverso i suoi comportamenti individuali e collettivi.
Il “regno dell’umanita’”, al contrario, richiede regole di comportamento necessarie a costruire e tramandare nel pensiero comune il riconoscimento delle gerarchie, il rispetto e la sottomissione ad esse, allo scopo di ottenere un equilibrio sociale, nel quale la liberta’ dell’individuo ha scarso peso.
Questo insieme di regole garantisce infatti che sia rispettata l’armonia del cosmo, il cui equilibrio risponde alle leggi spontanee della natura, che non devono essere turbate. Questa visione e’ stata ripresa con forza oggi nella rivoluzione del pensiero cinese operata da Xi Jinping.
Ben diversa e’ la cultura economica maturata in Occidente. L’individuo e’ al centro dell’universo, i diritti e la liberta’ della persona sono al cuore della tutela delle istituzioni democratiche. Attraverso la tecnica, l’innovazione, la curiosita’ dell’individuo e la creativita’ innovativa, l’umanita’ si impadronisce delle risorse della natura e le sfrutta fino a modificarne gli equilibri in modo irreversibile, nell’era dell’Antropocene.
E’ una concezione del mondo che prende il sopravvento dopo la rivoluzione industriale, plasmando il pensiero che diventa egemone dopo la rivoluzione francese e le grandi scoperte dell’Ottocento […]
In estrema sintesi, la curiosita’ e il profitto individuale sono il motore della dinamica occidentale; l’armonia nel cosmo muove invece la dinamica della storia cinese.

Info:
https://www.laterza.it/images/stories/pdf/9788858138823_TERMINI%201.pdf
https://www.laterza.it/images/stories/pdf/9788858138823_TERMINI%203.pdf
https://www.pandorarivista.it/articoli/energia-la-grande-trasformazione-di-valeria-termini/

Green New Deal/Piketty

Thomas Piketty – Una breve storia dell’uguaglianza – La nave di Teseo (2021)

“Non sara’ inutile ricordare che i paesi del Nord del mondo, malgrado la percentuale limitata di popolazione (circa il 15% della popolazione mondiale, per l’insieme di Stati Uniti, Canada, Europa, Russia, Giappone), sono responsabili di quasi l’80% delle emissioni di CO2 accumulate dall’inizio dell’epoca industriale.
Un 80% spiegabile con il fatto che le emissioni annue pro capite hanno raggiunto nei paesi occidentali, tra il 1950 e il 2000, livelli estremamente elevati: tra 25 e 30 tonnellate pro capite negli Stati Uniti, attorno alle 15 in Europa.
Sono livelli che attualmente, a inizio anni venti del Duemila, hanno comunque iniziato a ridursi, a circa 20 tonnellate negli Stati Uniti e a 10 in Europa.
Il punto, invece, e’ che la Cina fino al 2000 era al di sotto delle 5 tonnellate, mentre tra il 2000 e il 2020 ha emesso tra 5 e 10 tonnellate annue pro capite.
Considerata la traiettoria osservata fin qui, arrivera’ a raggiungere i livelli di vita occidentale senza essere mai passata attraverso emissione pro capite elevate come quelle dell’Occidente.

Info:
http://www.lanavediteseo.eu/item/una-breve-storia-delluguaglianza/
https://www.criticaletteraria.org/2021/11/thomas-piketty-una-breve-storia-dell-uguaglianza.html
https://www.doppiozero.com/materiali/thomas-piketty-la-storia-maestra-di-uguaglianza
https://www.repubblica.it/cultura/2021/11/17/news/l_anticipazione_cosi_il_clima_cambiera_la_nostra_vita-326752782/

 

Geoeconomia/Lind

Michael Lind – La nuova lotta di classe. Elite dominanti, popolo dominato e il futuro della democrazia – Luiss (2021)

L’esperienza delle democrazie di oggi in Asia orientale – Giappone, Corea del Sud e Taiwan – dimostra che il neoliberismo non e’ l’unico modello per una democrazia moderna hi tech.
Rispetto a Stati Uniti ed Europa, queste nazioni ammettono pochi immigrati e hanno delocalizzato la loro produzione industriale a un livello di gran lunga inferiore.
A differenza dell’Occidente, nei loro sistemi sociali non c’e’ stata alcuna rottura radicale imposta dall’elite tra la meta’ del Ventesimo secolo e oggi. Di conseguenza, benche’ abbiano ogni tanto dei politici populisti e soffrano di problemi di altra natura, compreso un basso tasso di natalita’, non hanno vissuto nulla che possa essere equiparato alla ribellione populista contro il neoliberismo che sta mandando in pezzi i sistemi politici in Europa e in America del Nord.
In una competizione tra il modello economico rappresentato in vari modi da Giappone, Corea del Sud e Taiwan, previa detrazione del loro mercantilismo tradizionalmente orientato alle esportazioni, e il modello oligarchico dominato dai redditieri rappresentato da Brasile e Messico, sarebbe da stolti scommettere sui secondi.

Info:
https://open.luiss.it/2021/05/20/un-nuovo-compromesso-sociale-salvera-la-democrazia/
https://legrandcontinent.eu/it/2021/04/04/competenti-contro-deplorevoli-la-nuova-lotta-di-classe/
https://www.rivistailmulino.it/a/la-nuova-lotta-di-classe
https://www.centromachiavelli.com/2020/04/06/scalea-lind-guerra-di-classe/
https://www.ilfoglio.it/un-foglio-internazionale/2020/03/16/news/i-cittadini-dimenticati-contro-le-elite-metropolitane-la-nuova-lotta-di-classe-306549/

Stato/Piketty

Thomas Piketty – Una breve storia dell’uguaglianza – La nave di Teseo (2021)

Il regime cinese dispone anche di altri punti di forza. Quando si manifesteranno le catastrofi climatiche, avra’ gioco facile a stigmatizzare i responsabili dell’Occidente.
Piu’ in generale, la Cina non manca mai di ricordare di essersi industrializzata senza ricorrere alla schiavitu’ e al colonialismo, di cui ha peraltro pagato le conseguenze. E cio’ la mette nella condizione di acquisire punti a favore rispetto a quanto viene percepito un po’ ovunque nel mondo come l’eterna arroganza dei paesi occidentali. I quali sono sempre pronti a impartire lezioni all’intero universo in materia di giustizia e di democrazia, quando invece si rivelano incapaci di fronteggiare le disuguaglianze e le discriminazioni che li stanno consumando, e patteggiano come se niente fosse con tutti i potentati e gli oligarchi che sono i maggiori beneficiari delle loro fortune.
Sotto tutti questi aspetti, la risposta giusta al socialismo statalista e autoritario cinese sarebbe quella di promuovere una forma di socialismo democratico e partecipativo, ecologico e postcoloniale, sensibile in particolare ai problemi del Sud del mondo e attento a tutte le disuguaglianze e ipocrisie occidentali.
Uno sviluppo del genere autorizzerebbe anche a rispondere alla perdita di velocita’ del neoliberismo, declino che e’ stato accelerato dalla crisi finanziaria del 2008 e dalla crisi pandemica del 2020: declino spiegabile piu’ in generale con il fallimento delle promesse reaganiane di dinamizzazione della crescita mediante la deregolamentazione, al punto che le classi medie e popolari alle quali erano stati promessi mari e monti hanno cominciato a dubitare seriamente della globalizzazione.

Info:
https://www.criticaletteraria.org/2021/11/thomas-piketty-una-breve-storia-dell-uguaglianza.html
https://www.doppiozero.com/materiali/thomas-piketty-la-storia-maestra-di-uguaglianza
https://www.repubblica.it/cultura/2021/11/17/news/l_anticipazione_cosi_il_clima_cambiera_la_nostra_vita-326752782/

Capitalismo/Azzara’

Stefano Azzara’ -Il virus dell’occidente. Universalismo astratto e sovranismo particolarista di fronte allo stato di eccezione – Mimesis (2020)

Nel “dominio capitalistico del mondo” sono presenti a guardar bene “due differenti tipi di capitalismo”, i quali si contendono il futuro.
Da una parte abbiamo “il capitalismo meritocratico liberale che si e’ sviluppato in maniera crescente in Occidente negli ultimi due secoli”, mentre dall’altro c’e’ “il capitalismo politico o autoritario guidato dallo Stato” […]
Questi due modelli “differiscono non solo nella sfera politica ma anche in quella economica e, in misura minore, in quella sociale” e sono – come detto – in “competizione”, anche se e’ difficile che uno di essi finisca per “dominare l’intero globo” eliminando totalmente l’altro.
Il “capitalismo meritocratico liberale” e’ quel sistema nel quale “la maggior parte della produzione e’ promossa con mezzi di produzione privati, il capitale acquista in maniera legale forza lavoro libera e il coordinamento e’ decentralizzato… e la maggior parte delle decisioni di investimento sono prese da compagnie private o da imprenditori individuali” […]
Il “capitalismo politico”, invece, e’ rappresentato in primo luogo dalla Cina, alla quale soprattutto si deve l’eccezionale sviluppo che ha portato l’Asia in pochi decenni a recuperare il gap accumulato con l’Occidente negli anni della Grande Divergenza, fino al ripristino di un equilibrio comparabile a quello precedente all’epoca delle colonizzazioni e in particolare tra il 1820 e la Prima guerra mondiale.
L’apertura e le riforme avvenute in quel paese, il quale si e’ inserito nell’economia mondiale e nelle catene del valore globali trascinando un intero continente, hanno avuto un ruolo decisivo in questo processo.
Non si tratta pero’ soltanto di un successo economico: “il riequilibrio economico del mondo” – che comunque in Occidente produce svantaggi per “un significativo numero di persone”, provocando ostilita’ verso la globalizzazione e aizzando rivolte populiste –, non e’ solo una questione geografica ma e’ anche una questione politica. Il successo economico della Cina mette infatti per la prima volta in discussione la pretesa occidentale che ci sia “un nesso necessario tra capitalismo e democrazia liberale”, dato che l’efficienza economica cinese e’ stata superiore in questi decenni a quella dei paesi occidentali […] “una burocrazia altamente efficiente e tecnocraticamente esperta” guida il sistema avendo “come suo principale dovere la realizzazione di una elevata crescita economica” e “implementa le politiche che permettono di realizzare questo obiettivo” attraverso una ferrea irregimentazione della societa’ e delle liberta’ individuali.
E’ un programma che puo’ essere realizzato consentendo un’espansione anche illimitata delle forze private sul piano economico ma che di questa presenza imprenditoriale limita con rigore “il ruolo politico” e la capacita’ di “imporre le sue preferenze sulle politiche dello Stato”.
Proprio questa unione di sviluppo economico capitalistico e autoritarismo statale e’, come gia’ sappiamo, il “modello del capitalismo politico”, nel quale lo Stato “conserva una significativa autonomia nel seguire politiche di interesse nazionale” e agisce in chiave mercantilistica, controllando il settore privato e rendendolo funzionale a questo obiettivo […]
Questa caratteristica fondamentale e sistemica del capitalismo politico implica pero’ necessariamente l’impossibilita’ di introdurre in maniera effettiva in questi paesi la “rule of law” e cioe’ il principio di imparzialita’ di fronte agli attori economici e sociali ma anche il principio che protegge gli individui da ogni ingerenza nella loro sfera privata, perche’ l’“arbitrarieta’” da parte dei governanti, ovvero “l’uso arbitrario del potere”, e’ imprescindibile per il suo funzionamento, dato che chi comanda vuole indirizzare lo sviluppo verso obiettivi politici approfittandone simultaneamente per accrescere il proprio potere o la propria ricchezza personale.
Lo stesso vale per la chiara identificazione delle diverse forme di proprieta’, la cui vaghezza consente al potere politico di favorire ora questi soggetti ora altri e comunque di tenere sotto controllo la popolazione.

Info:
https://www.mimesisedizioni.it/rassegna/il-manifesto-virus-occidentali-e-le-aspre-contese-delle-due-destre-su-il-virus-delloccidente-di-stefano-g.-azzara-.pdf
https://www.lacittafutura.it/recensioni/il-virus-dell%e2%80%99occidente
https://sinistrainrete.info/societa/18241-stefano-g-azzara-il-virus-dell-occidente.html

Economia di mercato/Banos

Pedro Banos – Cosi’ si controlla il mondo – Rizzoli (2020)

Il cosiddetto «mondo occidentale» e’ composto da circa novecento milioni di persone, ma attualmente sul pianeta ci sono altri sei miliardi e seicento milioni di esseri umani, con visioni e culture diverse, che in un certo senso si considerano i perdenti nel processo di sviluppo e globalizzazione.
Non c’e’ quindi da stupirsi se la maggior parte degli abitanti della Terra desidera che i ruoli si invertano per poterne diventare i privilegiati […]
La versione piu’ ristretta di «mondo occidentale» e’ costituita da Europa, Stati Uniti, Canada, Australia e Nuova Zelanda.
In una prospettiva piu’ ampia, bisognerebbe includere altri Paesi sviluppati, come quelli ispano-americani, Israele e Sudafrica.

Info:
https://www.startmag.it/mondo/come-la-cina-prova-a-fare-la-parte-del-dragone/
https://dasapere.it/2020/11/22/pedro-banos-racconta-come-si-controlla-il-mondo/