Finanziarizzazione/Chang

Ha-Joon Chang – Economia. Istruzioni per l’uso – il Saggiatore (2016)

Negli ultimi tre decenni e’ emerso un nuovo sistema finanziario nel quale si sono moltiplicati nuovi e complessi strumenti frutto dell’innovazione (o ingegneria, come molti preferiscono chiamarla) finanziaria. Il processo e’ stato largamente favorito dalla deregolamentazione finanziaria, vale a dire l’abolizione o l’attenuazione delle regole esistenti sulle attività finanziarie […]
Il nuovo sistema doveva essere piu’ efficiente e piu’ sicuro del precedente […] fu invece del tutto ignorata la possibilita’ che questi nuovi strumenti finanziari fossero troppo complicati per essere gestiti in sicurezza […]
Il punto e’ che, per quanto abilmente si possa accorpare, strutturare e derivare i prodotti finanziari, questi dipendono in ultima analisi dalla restituzione dei prestiti sottostanti, erogati per un mutuo subprime concesso in Florida, a una piccola azienda di Nagoya o a un tizio di Nantes per l’acquisto dell’auto. Inoltre, continuando a creare prodotti finanziari di ogni genere che collegano i diversi pezzi del sistema, di fatto si intensifica l’effetto che la mancata restituzione di questi prestiti puo’ avere sul sistema stesso.

Info:
http://giustiziaintergenerazionale.it/tag/ha-joon-chang/
http://temi.repubblica.it/micromega-online/critica-dell%E2%80%99espertocrazia-economica/?printpage=undefined

Finanziarizzazione/Mazzucato

Mariana Mazzucato – Il valore di tutto – Laterza (2018)

Il prezzo e’ diventato l’indicatore del valore: se una merce e’ comprata e venduta sul mercato, deve avere un valore.
Cosi’, invece di una teoria del valore che determina il prezzo, abbiamo una teoria del prezzo che determina il valore […] L’idea che il prezzo determini il valore e che i mercati siano i più bravi a determinare i prezzi ha ogni specie di nefaste conseguenze.
Per riassumere, ve ne sono quattro principali.
Primo, questa teoria incoraggia coloro che estraggono valore nella finanza e in altri settori dell’economia […]
Nell’attuale modo di pensare, il trading finanziario, i prestiti rapaci, le bolle dei prezzi immobiliari aggiungono tutti valore per definizione, perche’ il prezzo determina il valore: se c’e’ un affare da concludere, c’e’ valore […]
Il pensiero che il valore e’ eguale al prezzo incoraggia le societa’ a mettere al primo posto i mercati finanziari e gli azionisti, e dare il minimo possibile agli altri portatori di interessi.
Si ignora cosi’ la realta’ della creazione di valore – come processo collettivo […]
Secondo, il convenzionale discorso svaluta e impaurisce gli effettivi e i potenziali creatori di valore che sono fuori dal settore privato. Non e’ facile sentirsi bene quando ti viene costantemente detto che sei spazzatura e/o parte del problema. Questa e’ spesso la situazione per la gente che lavora nel settore pubblico, siano infermiere, impiegati o insegnanti […]
Terzo, questo racconto del mercato confonde i politici.
In generale, i politici di tutte gli schieramenti vogliono aiutare le loro comunita’ e il loro paese, e pensano che il modo di farlo e’ di avere maggior fiducia nei meccanismi del mercato, riducendo la politica solo a una questione di rabberciamenti marginali.
La cosa importante e’ di essere considerato progressista, ma anche “business-friendly”, favorevole all’impresa […] Non avendo una chiara visione del processo collettivo della creazione di valore, il settore pubblico viene cosi’ “catturato” – incantato da storie sulla creazione di ricchezza che hanno portato a politiche fiscali regressive che aumentano l’ineguaglianza […]
Quarto e ultimo punto, la confusione tra profitti e rendite e’ evidente nei modi in cui misuriamo la crescita stessa: il PIL. Infatti, e’ qui che il confine della produzione viene a perseguitarci di nuovo: se qualsiasi cosa che ha un prezzo e’ valore, allora la contabilita’ nazionale, per il modo in cui e’ calcolata, non sara’ capace di distinguere la creazione di valore dalla estrazione di valore e dunque politiche che hanno per obiettivo la prima possono semplicemente portare alla seconda. Questo e’ vero non solo per l’ambiente, dove porre rimedio all’inquinamento aumentera’ certamente il PIL (per il pagamento dei servizi di pulizia), mentre un ambiente piu’ pulito non lo farebbe necessariamente (in realta’, se porta a produrre meno cose, potrebbe diminuire il PIL), ma anche, come abbiamo visto, per il mondo della finanza.

Info:
https://www.laterza.it/index.php?option=com_laterza&Itemid=97&task=schedalibro&isbn=9788858127841
https://www.anobii.com/books/Il_valore_di_tutto/9788858127841/01dd6d24ba48fe41d4
https://www.pandorarivista.it/articoli/valore-di-tutto-mariana-mazzucato/

Finanziarizzazione/Arrighi

Giovanni Arrighi – Il lungo XX secolo. Denaro, potere e le origini del nostro tempo – il Saggiatore (2014)

L’espansione finanziaria non e’ che la modalita’ con cui l’accumulazione capitalistica si trasforma quando l’aumento della produzione di beni non e’ piu’ sufficiente a sostenere i profitti dei paesi al centro del sistema mondiale.
L’espansione finanziaria porta inevitabilmente alla crisi perche’ non puo’ sostenere un processo di accumulazione duraturo; le lezioni della storia insegnano che con la crisi finanziaria crolla l’intera organizzazione economica e politica di un particolare ciclo di sviluppo del capitalismo.

Info:
https://www.anobii.com/books/Il_lungo_XX_secolo/9788842819035/01360d7a251c1223be
https://www.pandorarivista.it/articoli/egemonia-storia-capitalismo-recensione-a-il-lungo-xx-secolo-di-giovanni-arrighi/
http://tempofertile.blogspot.com/2015/03/giovanni-arrighi-il-lungo-xx-secolo.html

Finanziarizzazione/De Grossouvre

Henri De Grossouvre – Parigi, Berlino, Mosca. Geopolitica dell’indipendenza europea – Fazi (2004)

Lo sviluppo finanziario e borsistico ha prodotto conseguenze nefaste anche sulle imprese.
Gli azionisti, il cui potere si e’ accresciuto a discapito dei dirigenti d’impresa, esigono risultati a breve termine e impediscono loro di definire una strategia a lungo termine.
La pressione degli investitori in azioni, fondi di pensione e altri titoli ad alto rischio determinano un’insopprimibile volatilita’ sui mercati finanziari.
Secondo gli schemi della logica borsistica, un progetto societario sottintende sempre la possibilita’ di profitti in rialzo, dunque un migliore rendimento del titolo quotato.
La direzione d’impresa che detiene un pacchetto di opzioni non definisce dunque la sua strategia in rapporto al mercato, alla soddisfazione del consumatore, ma in rapporto all’evoluzione degli indici di borsa che influenzano il suo patrimonio.

Info:
http://www.archiviostorico.info/Rubriche/Librieriviste/recensioni/parigiberlinomosca.htm
http://www.caffeeuropa.it/pensareeuropa/259gollismo.html

Finanziarizzazione/Chang

Ha-Joon Chang – Economia. Istruzioni per l’uso . il Saggiatore (2016)

La nuova finanza non ha influenzato solo il settore finanziario. Ha profondamente modificato anche il modo in cui sono gestite le grandi aziende non finanziarie […]
Oltre ad accorciare l’orizzonte temporale delle grandi aziende, il nuovo sistema finanziario le ha anche rese piu’ «finanziarizzate», ossia piu’ dipendenti dalle loro attivita’ finanziarie.
Considerando i maggiori profitti derivati dalle operazioni finanziarie rispetto a quelle tradizionali, molte aziende hanno progressivamente trasferito risorse in questo settore. Tale spostamento degli obiettivi le ha allontanate da questioni quali la costruzione di capacita’ produttive di lungo periodo basate sulla tecnologia, coinvolgendole sempre piu’ in cio’ che era necessario per soddisfare la crescente pressione degli azionisti dall’orizzonte corto.

Info:
http://giustiziaintergenerazionale.it/tag/ha-joon-chang/
http://temi.repubblica.it/micromega-online/critica-dell%E2%80%99espertocrazia-economica/?printpage=undefined

Finanziarizzazione/Crouch

Colin Crouch – Il potere dei giganti – Laterza (2014)

Gli ultimi trent’anni sono stati contraddistinti dalla diffusione di un alto livello di indebitamento tra persone con redditi limitati, la cui unica ricchezza era una casa impegnata a garanzia del debito.
L’aumento di valore delle case faceva si che la concessione di prestiti a queste categorie di persone non apparisse eccessivamente rischiosa; le banche cominciarono a sfruttare la possibilita’ di negoziare questi rischi sui mercati secondari, facendoli rientrare nel processo di ripartizione dei rischi […]. Tra questi rischi vi erano anche tranches di mutui privi di adeguata garanzia e debiti da carte di credito: questi titoli venivano impacchettati insieme a rischi meno elevati, creando nuovi titoli, scambiati a loro volta sui mercati secondari, confidando […] che gli acquirenti non si sarebbero presi la briga di analizzarne i contenuti.
In tal modo, mercati secondari gia’ di per se’ instabili hanno “contribuito” a sostenere elevati livelli di consumi, e con essi l’attivita’ economica generale, consentendo a coloro che avevano solo dei redditi modesti di spendere denaro che non possedevano.

Info:
http://tempofertile.blogspot.com/2013/09/colin-crouch-il-potere-dei-giganti.html
https://tramedoro.eu/?p=2447
https:/www.pandorarivista.it/articoli/disuguaglianze-intervista-colin-crouch/