Populismo/Mounk

Yaska Mounk – Popolo vs. democrazia. Dalla cittadinanza alla dittatura elettorale – Feltrinelli (2018)

Una democrazia e’ un insieme di istituzioni elettive vincolanti che traducono efficacemente le opinioni del popolo in politiche pubbliche; le istituzioni liberali proteggono efficacemente lo stato di diritto e garantiscono i diritti individuali come la liberta’ di parola, di culto, di stampa e di associazione a tutti i cittadini (comprese le minoranze etniche e religiose); una democrazia liberale e’ semplicemente un sistema politico che e’ sia liberale sia democratico: un sistema cioe’ che protegge i diritti individuali, da un lato, e traduce le opinioni del popolo in politiche pubbliche, dall’altro […]
Le democrazie liberali possono degenerare in due modi.
Le democrazie possono essere illiberali. E’ piu’ probabile che succeda nei paesi dove la maggior parte della gente preferisce subordinare le istituzioni indipendenti ai capricci dell’esecutivo o ridurre i diritti delle minoranze sgradite.
Viceversa, i regimi liberali possono essere antidemocratici pur avendo elezioni regolari e competitive.
E’ piu’ probabile che succeda nei paesi dove il sistema politico pende cosi’ tanto a favore dell’elite che di rado le elezioni servono a tradurre le opinioni del popolo in politiche pubbliche.

Info:
https://www.linkiesta.it/it/article/2018/05/12/yascha-mounk-il-populismo-fa-paura-ma-nel-lungo-periodo-la-democrazia-/38075/

Capitalismo/Harvey

David Harvey – Breve storia del neoliberismo -il Saggiatore (2007)

L’obiezione contro tale sistema [neoliberista] e’ semplice: accoglierlo significa accettare che non abbiamo alternativa a un regime di eterna accumulazione di capitale e di crescita economica illimitata, incurante delle conseguenze sociali, economiche o politiche.
A sua volta, l’accumulazione illimitata di capitale richiede che il sistema neoliberista dei diritti sia esteso geograficamente, se necessario, attraverso la violenza (come in Cile e in Iraq), le pratiche imperialiste (come quelle del WTO, dell’FMI e della Banca mondiale) o l’accumulazione originaria (come in Cina e in Russia).
In un modo o nell’altro, i diritti inalienabili alla proprieta’ privata e al profitto devono essere universalmente affermati […] Ma i diritti alla proprieta’ privata non sono gli unici che abbiamo a disposizione. Anche la concezione liberale, espressa nella Carta dell’ONU, include diritti come la liberta’ di espressione e di parola, il diritto all’istruzione e alla sicurezza economica, o a organizzarsi in sindacato.
Applicare questi diritti significa sfidare il neoliberismo; rendere primari questi diritti derivati e trasformare in diritti derivati quelli primari alla proprieta’ privata e al profitto costituirebbe una profonda rivoluzione delle pratiche politico-economiche.

Info:
https://www.anobii.com/books/Breve_storia_del_neoliberismo/9788842813767/018355f59cc01714a4
https://www.sinistrainrete.info/neoliberismo/12763-jason-hickel-breve-storia-del-neoliberismo-con-alcuni-antidoti.html

Lavoro/Boltanski

Luc Boltanski, Eve Chiapello – Il nuovo spirito del capitalismo – Mimesis (2014)

Il capitalismo necessita di uno spirito per coinvolgere le persone indispensabili alla produzione e allo sviluppo delle attivita’ economiche […]
Gli individui non possono essere messi e tenuti al lavoro attraverso la forza.
La prima ragione e’ di ordine pratico: il capitalismo non dispone del potere delle armi, in quanto e’ lo Stato – sempre relativamente autonomo, benche’ in gradi diversi, rispetto al capitalismo – a detenere il monopolio della violenza legittima. La seconda ragione riguarda il fatto che la liberta’ e’, in qualche modo, parte integrante del capitalismo, che dunque negherebbe se stesso se si imperniasse unicamente sul reclutamento della forza lavoro attraverso la forza: esso presuppone, quindi, quantomeno la liberta’ di lavorare (di accettare un impiego e di abbandonarlo, e dunque di coinvolgersi o meno) e quella di intraprendere (di assumere, acquistare, vendere e, piu’ in generale, combinare fra loro alcuni fattori per trarne profitto) […]
Il capitalismo deve fornire ragioni accettabili per coinvolgersi proprio perche’ e’ profondamente legato alla liberta’, non ha un potere totale sulle persone e presuppone lo svolgimento di numerosi lavori non espletabili senza il coinvolgimento attivo dei lavoratori, a cui devono essere fornite delle ragioni per impegnarsi […]
Cio’ significa che deve offrire alle persone la possibilita’, da una parte, di definire la condizione in cui si trovano in riferimento alla giustizia e, dall’altra, di aspirare legittimamente a una sicurezza di vita tale da potersi perpetuare nel loro essere (mantenere le condizioni della sopravvivenza biologica e sociale) e da riprodursi in quello dei loro figli.

Info:
http://www.edc-online.org/it/pubblicazioni/articoli-di/luigino-bruni/11716-il-nuovo-spirito-del-capitalismo.html
https://www.anobii.com/books/Il_nuovo_spirito_del_capitalismo/9788857524047/016a4f8341ba1b20a0

Populismo/Bauman

Zigmunt Bauman – Retrotopia – Laterza (2017)

Mentre la sofferenza economica di molti europei e’ certamente reale, i nazionalisti sbagliano nel diagnosticarne la causa.
La realta’ e’ che si puo’ criticare l’Ue per come ha gestito la crisi; ma non le si puo’ anche addossare la colpa degli squilibri che hanno alimentato i conflitti economici globali dal 2008 in poi, e che riflettono un fenomeno molto più ampio, la globalizzazione.
Alcuni hanno usato le deludenti esperienze in fatto di globalizzazione come pretesti per tornare al protezionismo e ai presunti bei tempi in cui i confini nazionali erano saldi.
Altri, ricordando con nostalgia uno Stato nazionale che in realta’ non e’ mai esistito, si aggrappano alla sovranita’ nazionale per rifiutare l’ulteriore integrazione europea.
Sia gli uni che gli altri mettono in dubbio le fondamenta del progetto europeo. Ma sono privi di memoria, e fuorviati dalla nostalgia.

Info:
https://www.lindiceonline.com/focus/storia/zygmunt-bauman-retrotopia/

http://www.spazioterzomondo.com/2018/04/recensione-zygmunt-bauman-retrotopia-laterza/

https://www.anobii.com/books/Retrotopia/9788858127346/01451cd8783f930df2
https://www.laterza.it/index.php?option=com_laterza&Itemid=97&task=schedalibro&isbn=9788858127346

Europa/Mounk

Yascha Mounk – Popolo vs. Democrazia. Dalla cittadinanza alla dittatura elettorale – Feltrinelli (2018)

L’“autorità indipendente” piu’ potente al mondo e’ forse la Commissione europea.
Nella maggior parte dei paesi, il potere della burocrazia e’ in qualche modo limitato dalla presenza di un capo di governo forte, da un lato, e dall’energia di un’assemblea legislativa che ha il sostegno concreto dei cittadini comuni, dall’altro. Nell’Unione Europea, invece, le priorita’ politiche generali vengono stabilite nel corso di un vertice dei capi di governo degli stati membri che si incontrano solo poche volte all’anno. Dal canto suo l’assemblea legislativa si forma in una competizione elettorale che vede una scarsa affluenza alle urne e che gli elettori considerano per lo piu’ come un’occasione per protestare contro i governi nazionali, in parte perche’ i poteri del parlamento europeo sono comunque molto ristretti. Di conseguenza la Commissione, un’organizzazione di burocrati di carriera, e’ storicamente il motore della maggior parte delle attivita’ dell’Unione: e’ la Commissione a proporre, stilare e implementare molti degli atti legislativi europei.

Info:
https://www.linkiesta.it/it/article/2018/05/12/yascha-mounk-il-populismo-fa-paura-ma-nel-lungo-periodo-la-democrazia-/38075/

Europa/Gila

Paolo Gila – Capitalesimo. Il ritorno del feudalesimo nell’economia mondiale – Bollati Boringhieri (2013)

Come nel passato feudale – dove gli incarichi, i titoli e i ruoli venivano assegnati a livello locale dal governante ai sottoposti attraverso il criterio della cooptazione e l’investitura era la forma rituale che suggellava e fortificava questo sistema – nell’epoca contemporanea avviene la stessa procedura, ma su scala mondiale e con sfumature piu’ sottili.
L’era del Capitalesimo punta sullo sviluppo di una serie di istituzioni sovranazionali (Nazioni Unite, Banca Mondiale, Fondo Monetario Internazionale, ecc.) in relazione con la forza delle aree economiche e monetarie (Nafta, Unione Europea, ma anche Opec, ecc.) sotto la guida tecnica di realtà come la Federal Reserve, la Banca Centrale Europea, e con l’aiuto di associazioni internazionali non-governative, per affermare un cambiamento dei rapporti di forza, dove gli stati, le comunita’ locali, i club territoriali e professionali vengono stemperati e indeboliti.

Info:
http://www.spazioterzomondo.com/2013/04/recensione-paolo-gila-capitalesimo-bollati-boringhieri/
https://www.sololibri.net/Capitalesimo-Paolo-Gila.html

Europa/Zielonka

Jan Zielonka – Disintegrazione. Come salvare l’Europa dall’Unione Europea – Laterza (2015)

L’Unione europea al momento assolve male le proprie funzioni e ha perso il sostegno della maggioranza dei cittadini d’Europa. Sembra anche incapace di riformarsi. E in realta’ ostacola, piu’ che favorire l’integrazione.
In altre parole, l’Ue puo’ anche essere destinata a sparire […] Dopo tutto, l’Unione europea si e’ ritrovata nei guai perche’ le sue istituzioni hanno preteso sempre piu’ poteri senza un mandato popolare.
Gli Stati di certo  non sono stati i migliori agenti di integrazione.
Hanno cercato di usare l’Ue per i loro scopi particolari, senza destinare risorse significative alle imprese comuni. Inoltre non riponevano grande fiducia l’uno nell’altro, cosi’ hanno generato trattati mostruosi e procedure decisionali complicate in modo da vincolarsi reciprocamente.

Info:
https://www.pandorarivista.it/articoli/recensione-a-disintegrazione-di-jan-zielonka/
https://www.notiziegeopolitiche.net/recensione-a-jan-zielonka-disintegrazione-come-salvare-leuropa-dallunione-europea/
https://www.laterza.it/index.php?option=com_laterza&task=schedalibro&isbn=9788858120460&Itemid=97

Europa/Gila

Paolo Gila – Capitalesimo. Il ritorno del feudalesimo nell’economia mondiale – Bollati Boringhieri (2013)

L’autostima viene disancorata dal piano antropologico e agganciata al risultato finanziario, o meglio, a quello contabile. La tecnica e la tattica vincono sulla strategia, i piccoli passi contano piu’ delle visioni lungimiranti.
Apparentemente vittoriosa, questa logica cancella ogni anelito umano, spegne gli entusiasmi e blocca ogni tentativo di forma rituale, di abitudine e di comportamento che in un certo senso abbiano un «costo sociale e contabile».
Se vogliamo estremizzare, il fine assoluto del pareggio di bilancio – sancito dal Fiscal Compact, l’accordo sottoscritto da 25 paesi dell’Unione Europea – e’ diventata la norma suprema di un intero continente, che diventa cosi’ la macchina contabile al servizio degli investitori, liberi di entrare e uscire dai suoi piani produttivi e finanziari.
Il sistema che e’ uniformato da norme valide per un’intera area monetaria ha dunque la sua linfa, che non e’ vitale: e’ solo tecnica.
Pura procedura contabile, ossatura senza corpo.

Info:
http://www.spazioterzomondo.com/2013/04/recensione-paolo-gila-capitalesimo-bollati-boringhieri/
https://www.sololibri.net/Capitalesimo-Paolo-Gila.html

Europa/Zielonka

Jan Zielonka – Disintegrazione. Come salvare l’Europa dall’Unione Europea – Laterza (2015)

Di certo non e’ in vista alcun accordo sull’unione politica [dell’Europa]. I punti piu’ controversi riguardano cinque questioni fondamentali.
1 Quanta sovranita’ si puo’ eventualmente trasferire dal livello nazionale a quello europeo?
2 L’Unione europea ha bisogno di regole comuni severe, di un governo europeo forte, o di entrambi?
3 L’accentramento del potere assicurera’ maggiore efficienza, e magari anche maggiore legittimazione?
4 La cessione di poteri dovrebbe riguardare soltanto i paesi dell’eurozona e, in tal caso, quali sarebbero le implicazioni per gli altri Stati membri dell’Ue?
5 Le misure adottate a salvaguardia dell’euro rafforzeranno o indeboliranno il mercato unico, Schengen e la politica estera e di sicurezza comune?
Le diverse risposte a questi interrogativi hanno numerose conseguenze pratiche. Non e’ in gioco soltanto la futura architettura istituzionale, ma anche il potere dei vari attori politici e il benessere dei cittadini d’Europa.

Info:
https://www.pandorarivista.it/articoli/recensione-a-disintegrazione-di-jan-zielonka/
https://www.notiziegeopolitiche.net/recensione-a-jan-zielonka-disintegrazione-come-salvare-leuropa-dallunione-europea/
https://www.laterza.it/index.php?option=com_laterza&task=schedalibro&isbn=9788858120460&Itemid=97

Europa/Stiglitz

Joseph E. Stiglitz – L’euro. Come una monetacomune minaccia il futuro dell’Europa – Einaudi (2017)

L’euro e’ solo un artificio, una creazione umana, una delle tante istituzioni fallibili realizzate da uomini fallibili.
E’ stato creato con le migliori intenzioni da parte di leader lungimiranti le cui visioni erano pero’ offuscate da una comprensione imperfetta di cio’ che un’unione monetaria avrebbe comportato.
C’e’ da capirli: nulla di simile era mai stato tentato prima.
Il vero peccato sarebbe se l’Europa non traesse il giusto insegnamento da quanto e’ accaduto in quest’ultimo periodo.

Info:
http://temi.repubblica.it/micromega-online/stiglitz-e-possibile-salvare-l-euro/
https://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2018-07-06/stiglitz-italexit-e-l-ultima-spiaggia-l-italia-e-meglio-restare-ma-l-euro-va-riformato-154718.shtml?uuid=AEpvLEIF&refresh_ce=1
http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/stiglitz-39-39-39-italia-sufficientemente-grande-ha-176313.htm