Economia di mercato/Mathieu

Vittorio Mathieu – Filosofia del denaro. Dopo la morte di Keynes – Armando (1985)

[Il denaro come] «deposito della ricchezza», discende automaticamente dal rinvio temporale che il denaro comporta. Se, infatti, il denaro non avesse la proprieta’ di conservare quell’energia potenziale che, al momento opportuno, sara’ erogata, il rinvio non ci sarebbe, e la proiezione dell’azione nel futuro sarebbe impossibile.
Per fungere da “mezzo”, il denaro deve far si’ che quella potenzialita’ attraversi il tempo.
Percio’ la sua funzione di deposito della ricchezza […] e’ piu’ fondamentale che il suo essere mezzo di scambio e mezzo di pagamento.

Economia di mercato/Mathieu

Vittorio Mathieu – Filosofia del denaro. Dopo la morte di Keynes – Armando (1985)

Il valore del denaro: ovvero quella ricchezza di cui il denaro e’ “deposito”.
Il denaro, poiche’ comanda un servizio (ancora indeterminato), e’ lavoro potenziale, capacita’ di ottenere prestazioni.
La ricchezza e’ capacita’ di far lavorare, ottenendo da altri prestazioni ancora da determinare. A differenza di un contratto, in cui il firmatario si impegna a una prestazione determinata, il denaro rende il suo possessore beneficiario di prestazioni che si sa, bene o male, a quanto ammonteranno, ma non si sa in che cosa consistano, né da chi saranno fornite. Tuttavia il denaro ha valore perche’ questa strana obbligazione esiste: se nessuno si presentasse a farvi fronte, il mio denaro potrei buttarlo via.
Il denaro e’ misura di ogni valore, cioe’ di ogni ricchezza, perche’ e’ capacita’ di far lavorare altri per convenienza.

Economia di mercato/Stiglitz

Joseph E. Stiglitz – La grande frattura. La disuguaglianza e i modi per sconfiggerla – Einaudi (2016)

Il denaro puo’ essere usato per comprare due tipi di cose: beni prodotti e beni fissi (come la terra).
Quando il denaro va ai primi, la domanda di quei beni aumenta e probabilmente anche la produzione (a meno che non vi sia uno strozzamento temporaneo di quest’ultima).
Ma quando il denaro va ai beni fissi, l’effetto e’ uno solo: il valore di quell’asset cresce, ma non la sua quantita’. Negli ultimi anni, le autorita’ monetarie non hanno tenuto bene il timone della moneta. Le piccole imprese che avevano un disperato bisogno di liquidi sono rimaste a secco, mentre il denaro andava ad aumentare i valori azionari del mercato interno e i prezzi degli asset a livello globale.
Il risultato e’ che ampie porzioni dei supposti stimoli derivanti dalle politiche monetarie sono finite nelle bolle dei prezzi degli asset, portando per esempio a un aumento del prezzo della terra.
Un incremento del credito si manifesta allora come un aumento di ricchezza, ma non dovremmo confondere le cose: il paese non ne esce piu’ ricco. La quantità di asset e’ esattamente la stessa.

Info:
https://www.anobii.com/books/La_grande_frattura/9788806226855/01612546eb4c023d52
https://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2015-05-30/la-disuguaglianza-divide-mondo-103340.shtml?uuid=ABnHMRpD
https://palomarblog.wordpress.com/2016/03/06/stiglitz-la-grande-frattura/

Economia di mercato/Mathieu

Vittorio Mathieu – Filosofia del denaro. Dopo la morte di Keynes . Armando (1985)

[Se] riprendiamo il concetto di ricchezza come capacita’ di ottenere prestazioni, l’ufficio del denaro nel conservarla risultera’ comprensibile, e il modo di farlo piu’ chiaro.
La ricchezza non e’, essenzialmente, la disponibilita’ fisica di beni scarsi, bensi’ un rapporto con altri uomini conferito dal possesso di denaro grazie a cui la disponibilita’ di beni puo’ realizzarsi […]
La ricchezza economica, dunque (che non e’ l’unica forma di ricchezza) e’ una capacita’ di far lavorare altri su uno specifico fondamento, che e’ la “convenienza”. Per questo  presuppone un bisogno (i beni devono essere “scarsi”) che induca a riconoscere quella convenienza.
Non cosi’ i beni non scarsi. Questi sottraggono bensi’, grazie alla loro utilita’ diretta, il proprietario all’indigenza, ma non inducono altri a lavorare per lui e quindi […] non costituiscono ricchezza.
A far lavorare gli altri servono solo, per via indiretta, i beni scarsi, perche’ sono appetiti a causa della loro scarsita’.

Economia di mercato/Harvey

David Harvey – La crisi della modernita’ – il Saggiatore (2010)

La merce e’ […] “una cosa misteriosa” perche’ incarna simultaneamente un valore d’uso (soddisfa un particolare bisogno) e un valore di scambio (posso usarla come mezzo di baratto per procurarmi altre merci).
Questa dualita’ rende la merce sempre ambigua per noi. Dobbiamo consumarla o scambiarla?
Ma poiche’ proliferano i rapporti di scambio e si formano i mercati che determinano i prezzi, una merce tipicamente si cristallizza sotto forma di denaro.
Con il denaro il mistero della merce assume un altro aspetto, perche’ il valore d’uso del denaro e’ il fatto che esso rappresenta il mondo del lavoro sociale e del valore di scambio.
Il denaro […] diventa il mezzo con cui noi tipicamente confrontiamo e misuriamo, sia prima che dopo lo scambio, il valore di tutte le merci.

Info:
https://www.anobii.com/books/La_crisi_della_modernit%C3%A0/9788851520366/012ddde8b392d53a07
http://www.leparoleelecose.it/?p=10178

Lavoro/Silver

Beverly J. Silver – Le forze del lavoro. Movimenti operai e globalizzazione dal 1970 – Bruno Mondadori (2008)

Il lavoro, la terra e il denaro sono tutti fattori essenziali per la produzione, ma non sono vere merci, perche’ non vengono del tutto prodotti (come la terra) o quantomeno sono prodotti per ragioni diverse dalla vendita sul mercato (come il lavoro e il denaro): «Il lavoro e la terra non sono nient’altro che gli esseri umani stessi, di cui ogni societaì consiste, e l’ambiente naturale nel quale essa esiste.
Includerli nel meccanismo di mercato significa subordinare la sostanza della societa’ stessa alle leggi del mercato»

Info:
https://www.anobii.com/books/Le_forze_del_lavoro/9788861592117/013ceb1c2bb826dec4
https://www.lacittafutura.it/economia-e-lavoro/lavoratori-di-tutto-il-mondo-intervista-a-beverly-silver-parte-i