Se tutti siamo imprenditori di noi stessi, se cioe’ siamo tutti capitalisti, in quanto proprietari e responsabili del nostro «capitale umano» – e questo vale per il fattorino di Amazon come per la migrante in cerca di fortuna in Europa, per il manager d’azienda come per la musicista – non ha piu’ senso parlare di «capitale» e «lavoro», ne’ di «classi» in conflitto.
In realta’ e’ il lavoro stesso a scomparire in quanto tale: tutte le attivita’ sono funzionali all’accrescimento del proprio valore, e le entrate sono redditi da investimento personale.
Non esiste sfruttamento, ma solo auto-sfruttamento.
Percio’ viene meno ogni ragion d’essere per i diritti collettivi, e tanto piu’ per le forme organizzative come i sindacati.
E’ cosi’ che si eclissa, come abbiamo visto, l’idea di «societa’». Si puo’ dire che alcuni oggetti sociali o giuridici siano morti prima nella mente delle persone, nella coscienza, che nelle politiche pubbliche.
Tra questi, le norme di protezione del lavoro, i sistemi previdenziali, la sanita’ e l’istruzione pubblica.
Info:
https://www.sinistrainrete.info/articoli-brevi/29695-patrizio-paolinelli-una-buona-societa-e-possibile.html
https://www.pandorarivista.it/articoli/la-societa-esiste-di-giorgia-serughetti/
https://www.retisolidali.it/la-societa-esiste-serughetti-serve-una-nuova-grammatica-delle-lotte/
https://www.sololibri.net/La-societa-esiste-Giorgia-Serughetti.html
https://www.laterza.it/wp-content/uploads/recensioni/serughetti_fattoquot.pdf
https://www.doppiozero.com/la-verita-vi-prego-sulla-societa
https://eticaeconomia.it/la-societa-esiste/