Finanziarizzazione/Volpi

I padroni del mondo – Alessandro Volpi – Laterza (2024)


La finanza sta occupando ogni spazio possibile, non tralasciando alcun ambito.
Stanno sviluppandosi sempre piu’ persino gli strumenti finanziari che scommettono sul prezzo delle opere d’arte.
Non piu’ soltanto fondi che comprano e vendono opere e neppure soltanto opzioni di acquisto a scadenza. Stanno moltiplicandosi i contratti derivati che, appunto, derivano il loro valore dal prezzo dell’opera d’arte su cui scommettono, naturalmente senza possederla.
L’esito di un simile fenomeno e’ immaginabile: saranno le scommesse a determinare il prezzo delle opere, molto spesso senza alcun legame con il loro valore artistico e con le valutazioni della critica. Se i grandi fondi decidono che un artista e’ un fenomeno, scommetteranno per farlo diventare tale e ci riusciranno.
L’arte finanziarizzata serve solo a far fare soldi soprattutto ai fondi, che stravolgeranno l’idea stessa di mercato dell’arte.

Info:
https://www.thedotcultura.it/alessandro-volpi-ecco-chi-sono-i-padroni-del-mondo/
https://valori.it/fondi-padroni-mondo-libro-alessandro-volpi/

https://altreconomia.it/chi-controlla-i-padroni-del-mondo/
https://sbilanciamoci.info/i-fondi-dinvestimento-padroni-del-mondo/

Capitalismo/Montanari

Tomaso Montanari – Le pietre e il popolo. Restituire ai cittadini l’arte e la storia delle città italiane – Minimum Fax (2013)

«Oggi cultura, bellezze naturali ed enogastronomia sono i pilastri della nostra attrattiva».
Non c’e’ niente di nuovo: su questo dogma si fonda l’industria culturale che sta trasformando il patrimonio storico e artistico della nazione italiana in una Disneyland che forma non cittadini consapevoli, ma spettatori passivi e clienti fedeli.
E’ a questo dogma che dobbiamo la privatizzazione progressiva delle citta’ storiche (Venezia su tutte), e un’economia dei beni culturali che si riduce al parassitario drenaggio di risorse pubbliche in tasche private, socializzando le perdite (l’usura materiale e morale dei pochi «capolavori» redditizi) e privatizzando gli utili, senza creare posti di lavoro, ma sfruttando selvaggiamente un vasto precariato intellettuale.
E’ grazie a questo dogma che prosperano le strapotenti societa’ di servizi museali, le quali lavorano grazie a un opaco sistema di concessioni e stanno fagocitando antiche istituzioni culturali e cambiando in senso commerciale la stessa politica del Ministero per i Beni Culturali.
E’ in omaggio a questo dogma che la storia dell’arte e’ mutata in “scienza dei beni culturali” ( e infine in una sorta di luna park intellettuale), e che le terze pagine dei quotidiani si sono convertite in inserzioni a pagamento.

Info:
https://www.minimumfax.com/shop/product/le-pietre-e-il-popolo-1591
https://www.finestresullarte.info/libri-e-cataloghi/le-pietre-e-il-popolo-tomaso-montanari
https://www.casadellacultura.it/90/le-pietre-e-il-popolo
https://www.lavoroculturale.org/recensione-a-le-pietre-e-il-popolo-di-tomaso-montanari/flavio-pintarelli/2013/