Stato/Judt

Tony Judt – Guasto e’ il mondo – Laterza (2012)

La socialdemocrazia e’ sempre stata un ibrido politico. Innanzitutto perche’ mescolava sogni socialisti di un’utopia postcapitalistica con il riconoscimento pratico della necessita’ di vivere e lavorare in un mondo capitalistico palesemente non agli sgoccioli, come aveva predetto entusiasticamente Marx nel lontano 1848.
Ma anche perche’ la socialdemocrazia prendeva sul serio la seconda parte del suo nome: contrariamente ai socialisti rivoluzionari dei primi del Novecento e ai loro eredi comunisti, i socialdemocratici dei paesi liberi accettarono le regole del gioco democratico e scesero fin dall’inizio a compromessi con i loro detrattori e avversari, come prezzo da pagare per poter concorrere per il potere.

Info:
https://www.laterza.it/index.php?option=com_laterza&Itemid=97&task=schedalibro&isbn=9788842099819
https://ilmiolibro.kataweb.it/recensione/catalogo/3191/abbiamo-guastato-il-mondo-ma-una-via-di-uscita-ce/?refresh_ce
https://www.macrolibrarsi.it/libri/__guasto-e-il-mondo-libro.php

Stato/Crouch

Colin Crouch – Postdemocrazia – Laterza (2009)

Allo scopo di incoraggiare attivita’ scientifiche, culturali e non commerciali […] i governi sempre piu’ spesso fanno dipendere il finanziamento pubblico di queste attivita’ dalla loro capacita’ di attrarre sponsor […]
Questo rafforza ulteriormente il potere dei ricchi, mettendoli in condizioni di determinare la destinazione dei fondi privati, poiche’ il denaro pubblico segue le scelte fatte dagli sponsor privati […]
L’obiettivo e’ ridurre la spesa pubblica, ma la conseguenza e’ che gruppi e individui danarosi vengono messi in condizione non solo di decidere quali attivita’, tra le tante, favorire con i loro soldi, ma contemporaneamente di svuotare il modello di spesa pubblica, che spesso originariamente esisteva proprio per stabilire priorita’ differenti da quelle scelte dai ceti abbienti. Un’ulteriore conseguenza di questi fenomeni e’ che gli imprenditori e i manager acquisiscono un canale privilegiato di accesso nei confronti dei politici e dei funzionari. Dato che il loro successo e la loro competenza dipendono interamente dalla loro capacita’ di massimizzare il valore per gli azionisti, e’ prevedibile che usino quei canali a beneficio delle singole aziende.

Info:
https://www.pandorarivista.it/articoli/postdemocrazia/
https://www.anobii.com/books/Postdemocrazia/9788842076728/01fad7210efb1e685f
https://ilmanifesto.it/il-paradosso-democratico-di-colin-crouch/
https://www.laterza.it/index.php?option=com_laterza&Itemid=97&task=schedalibro&isbn=9788842076728

Stato/Arrighi

Giovanni Arrighi – Il lungo XX secolo. Denaro, potere e le origini del nostro tempo – il Saggiatore (2014)

I dirigenti delle grandi imprese globali stanno cercando di mettere in pratica una teoria dell’organizzazione umana che modifichera’ profondamente il sistema di stati-nazione intorno al quale la societa’ si e’ organizzata per oltre 400 anni. Cio’ che in sostanza essi stanno chiedendo e’ il diritto di trascendere lo stato-nazione e di trasformarlo.

Info:
https://www.anobii.com/books/Il_lungo_XX_secolo/9788842819035/01360d7a251c1223be
https://www.pandorarivista.it/articoli/egemonia-storia-capitalismo-recensione-a-il-lungo-xx-secolo-di-giovanni-arrighi/
http://tempofertile.blogspot.com/2015/03/giovanni-arrighi-il-lungo-xx-secolo.html

Stato/Judt

Tony Judt – Guasto e’ il mondo – Laterza (2012)

La disoccupazione di massa, un tempo considerata una patologia di economie mal gestite, comincia a sembrare una caratteristica endemica delle societa’ avanzate.
Nella migliore delle ipotesi, possiamo sperare in una situazione di «sottoccupazione », dove la gente lavora part-time, accetta lavori molto al di sotto del proprio livello di competenze, oppure intraprende lavori non qualificati, quelli tradizionalmente appannaggio di giovani e immigrati.
La conseguenza verosimile di questa era dell’incertezza nella quale stiamo entrando, in cui sempre piu’ persone avranno buone ragioni per temere di perdere il posto e rimanere a lungo senza lavoro, sara’ un ritorno alla dipendenza dallo Stato.

Info:
https://www.laterza.it/index.php?option=com_laterza&Itemid=97&task=schedalibro&isbn=9788842099819
https://ilmiolibro.kataweb.it/recensione/catalogo/3191/abbiamo-guastato-il-mondo-ma-una-via-di-uscita-ce/?refresh_ce
https://www.macrolibrarsi.it/libri/__guasto-e-il-mondo-libro.php

Stato/Bauman

Zigmunt Bauman – Retrotopia – Laterza (2017)

A differenza, anzi in netto contrasto con la filosofia che e’ alla base dell’attuale versione del Welfare State, la filosofia su cui si fonda il reddito universale di base promette e promuove non l’esclusione ma l’inclusione, non la frammentazione dei legami di solidarieta’ e la divisione sociale ma la solidarieta’ sociale e l’integrazione della societa’.
Sulla base di queste considerazioni e’ giustificato vedere nel reddito di base uno straordinario progresso sociale e morale che nessun’altra ricetta contro la disuguaglianza sembra in grado di offrire.

Info:
https://www.lindiceonline.com/focus/storia/zygmunt-bauman-retrotopia/
http://www.spazioterzomondo.com/2018/04/recensione-zygmunt-bauman-retrotopia-laterza/
https://www.anobii.com/books/Retrotopia/9788858127346/01451cd8783f930df2
https://www.laterza.it/index.php?option=com_laterza&Itemid=97&task=schedalibro&isbn=9788858127346

Stato/Silver

Beverly J. Silver – Le forze del lavoro. Movimenti operai e globalizzazione dal 1870 – Bruno Mondadori (2008)

In questo momento, si svolge un intenso dibattito intorno alla questione se ci sia stata, e in che misura, un’erosione effettiva della sovranita’ statale.
Molti considerano il progressivo peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro come il risultato di un conflitto politico, piuttosto che di un processo economico globale e inesorabile che mina la sovranita’ statale.
Adottando questa prospettiva, la retorica che circonda la globalizzazione – specialmente il famoso motto di Margaret Thatcher «There Is No Alternative» (TINA) – e’ una strategia creata appositamente per proteggere governi e grandi aziende, scaricandoli da ogni responsabilita’ riguardo alle politiche attuate allo scopo di favorire una redistribuzione di ricchezza dal lavoro al capitale.

Info:
https://www.anobii.com/books/Le_forze_del_lavoro/9788861592117/013ceb1c2bb826dec4
https://www.lacittafutura.it/economia-e-lavoro/lavoratori-di-tutto-il-mondo-intervista-a-beverly-silver-parte-i

Stato/Mazzucato

Mariana Mazzucato – Lo stato innovatore – Laterza (2014)

Considerando che le imprese moderne spesso sono organizzazioni globali che fanno affari con molteplici governi che rispondono alle esigenze di altrettanti Stati sviluppisti, e’ praticamente impossibile stabilire se le imprese attive in un certo paese ricambino adeguatamente il supporto all’innovazione fornito dalle autorita’ locali.
A causa dei movimenti di capitali (delle imprese) non e’ detto che il paese che piu’ si impegna per finanziare l’innovazione sia anche quello che ne ricava i maggiori benefici economici, per esempio in termini di creazione di posti di lavoro e introiti fiscali.
Presumere che il sistema di tassazione sia in grado di intercettare adeguatamente la giusta quota del reddito prodotto dagli investimenti pubblici e’ tanto discutibile quanto ingenuo.

Info:
https://www.anobii.com/books/Lo_Stato_innovatore/9788858113332/01b596b6e85e38699c
https://www.pandorarivista.it/articoli/lo-stato-innovatore-di-mariana-mazzucato/
https://www.libreriavolare.it/recensioni-libri/saggistica/lo-stato-innovatore/
https://www.laterza.it/index.php?option=com_laterza&Itemid=97&task=schedalibro&isbn=9788858113332

Stato/Crouch

Colin Crouch – Postdemocrazia – Laterza (2009)

L’interessante paradosso della classe politica: vuole escludere il piu’ possibile la massa dei cittadini dal coinvolgimento diretto nel sondare i suoi segreti, organizzare attivita’ all’opposizione, disturbare il rigoroso controllo esercitato dall’ellissi politico-affaristica.
Ma vuole disperatamente che le offriamo sostegno passivo e teme la possibilita’ che possiamo perdere interesse nelle sue attivita’, smettere di votarla, non dare soldi ai partiti che la costituiscono, insomma ignorarla […]
E’ preoccupata dal calo degli iscritti, lancia campagne di marketing per incoraggiare i sostenitori a sottoscrivere, ma fa ben poco per garantire agli iscritti un’attivita’ interessante e valida.

Info:
https://www.pandorarivista.it/articoli/postdemocrazia/
https://www.anobii.com/books/Postdemocrazia/9788842076728/01fad7210efb1e685f
https://ilmanifesto.it/il-paradosso-democratico-di-colin-crouch/
https://www.laterza.it/index.php?option=com_laterza&Itemid=97&task=schedalibro&isbn=9788842076728

Stato/Khanna

Parag Khanna – La rinascita delle citta’ stato – Fazi (2017)

Il termine “democrazia” ci dice sempre meno su come, e quanto bene, un paese e’ amministrato.
In effetti le democrazie attuali, dal Messico all’Italia, sono sistemi nei quali i sondaggi mostrano il picco minimo del rispetto e della fiducia dei cittadini nei confronti della classe politica. In paesi come la Russia e l’Iran le elezioni costituiscono semplici mezzi di pacificazione sociale, valvole di sfogo pensate per dare respiro ai regimi al potere.
Il rule of law, cioe’ l’idea per cui le leggi sono al di sopra dei poteri dell’esecutivo, sembra sempre piu’ un rule by law, un ‘potere attraverso la legge’, in cui i governi abusano della legislazione come strumento di forza.

Info:
https://www.ilfoglio.it/una-fogliata-di-libri/2017/12/15/news/recensione-la-rinascita-delle-citta-stato-parag-khanna-una-fogliata-di-libri-169078/
https://eastwest.eu/it/cultura/parag-khanna-intervista-governo-stato-democrazia

Stato/Srniceck

Nick Srniceck, Alex Williams – Inventare il futuro. Per un mondo senza lavoro – Produzioni Nero (2018)

Un reddito base serio e responsabile dovra’ quindi articolarsi in almeno tre fattori: deve fornire una quantita’ sufficiente di reddito per permettere la sopravvivenza; deve essere universale ossia disponibile a tutti e senza discriminazioni; e deve essere supplementare al welfare, non rimpiazzarlo[…]
[Il] vero significato del reddito base e’ da trovarsi in quattro ingredienti chiave e tra loro correlati.
Il primo punto da enfatizzare e’ che il reddito base universale e’ una richiesta di trasformazione politica, non solo economica. […] [Esso] risiede nel modo in cui inverte l’asimmetria di potere che esiste tra lavoro e Capitale […] fornendo al proletariato un mezzo di sussistenza senza che questo implichi la dipendenza da un’occupazione retribuita: i lavoratori, in altre parole, avrebbero l’opzione di scegliere se accettare o meno un impiego […] Il reddito base universale dissolve insomma gli aspetti coercitivi del lavoro salariato, riduce la mercificazione del lavoro, ed e’ in questo modo che trasforma la relazione politica tra lavoro e Capitale […]
La seconda caratteristica del reddito base universale e’ che puo’ trasformare precarieta’ e disoccupazione da condizioni di insicurezza a stati di flessibilita’ volontaria. Viene spesso dimenticato che la prima spinta a un lavoro piu’ flessibile arrivo’ dai lavoratori stessi, che in questo modo speravano di demolire l’opprimente rigidita’ del tradizionale lavoro di stampo fordista […]
Com’e’ noto, il Capitale e’ riuscito a impadronirsi del desiderio di una maggiore flessibilita’ dei lavoratori per trasformarlo in una nuova forma di sfruttamento: oggi il lavoro flessibile equivale non a liberta’, ma a precarieta’ e insicurezza.
Ecco, il reddito base universale risponde esattamente alla generalizzata condizione di precarieta’ per trasformarla da stato di sofferenza in occasione di liberta’ […]
La terza caratteristica del reddito base e’ che questo obbliga a ripensare il valore attribuito a diversi tipi di lavoro. Liberi dall’accettazione supina di qualsiasi impiego venga loro sottoposto, i lavoratori potranno semplicemente rifiutare le occupazioni che pagano troppo poco, che richiedano troppo lavoro, che offrono pochi sussidi, o che sono umilianti o degradanti […] Il risultato sarebbe che lavori pericolosi, noiosi o poco attraenti sarebbero molto ben pagati, mentre quelli piu’ gratificanti, tonificanti e allettanti sarebbero pagati meno. In altre parole, la misura del valore del lavoro sarebbe la sua natura, e non semplicemente la sua capacita’ di produrre profitto […]
Infine il reddito di base e’, fondamentalmente, una proposta femminista. Un reddito reddito base universale ignorerebbe completamente la divisione del lavoro per linee di genere e si lascerebbe cosi’ alle spalle molti dei pregiudizi che infestano il welfare tradizionale.

Info:
https://www.anobii.com/books/Inventare_il_futuro/9788880560098/01b82e055beaceae9c
http://www.exasilofilangieri.it/presentazione-del-libro-inventare-futuro-un-mondo-senza-lavoro-n-srnicek-williams/