Finanziarizzazione/Klein

Matthew C. Klein, Michael Pettis – Le guerre commerciali sono guerre di classe. Come la crescente disuguaglianza corrompe l’economia globale e minaccia la pace internazionale – Einaudi (2021)

Commercio e finanza sono legati tra loro da migliaia di anni.
In generale, ci sono tre modi di intendere questa relazione, e ognuno di questi modelli teorici parte da presupposti molto diversi sulle origini e le conseguenze degli squilibri commerciali.
Primo, i flussi internazionali possono essere costituiti soprattutto da finanziamenti al commercio; in altri termini, le transazioni finanziarie sono determinate dai rispettivi costi di produzione e di trasporto […]
Per quanto possano esserci problemi con la distribuzione dei benefici, in generale l’economia globale trae inequivocabilmente giovamento da questo tipo di commercio.
Secondo, i flussi finanziari internazionali possono consistere principalmente di investimenti razionali che cercano le opportunita’ piu’ produttive in giro per il mondo.
In questo scenario, e’ probabile che il finanziamento proceda da economie ricche e mature verso economie emergenti in rapido sviluppo, cosicche’ gli squilibri commerciali di solito consistono in un avanzo commerciale delle prime e in un disavanzo commerciale delle seconde […]
Anche in questo caso, sebbene possano esserci problemi nella distribuzione dei benefici, l’economia globale complessiva trae inequivocabilmente vantaggio da questo tipo di commercio e di investimento, perche’ aiuta le economie meno produttive ad accorciare le distanze con societa’ all’avanguardia tecnologica.
Terzo, i flussi finanziari internazionali possono essere determinati da un’ampia varieta’ di fattori, come l’investimento razionale, la speculazione, la fuga dei capitali, le mode, il panico, il mercantilismo, il desiderio di sicurezza e cosi’ via.
Se pero’ gli squilibri commerciali sono dovuti a tale combinazione di flussi finanziari, qualsiasi legame tra il commercio in crescita e una maggiore prosperita’ e’ solo casuale

Info:
https://www.lavoce.info/archives/68783/guerre-commerciali-e-disuguaglianze/
https://www.repubblica.it/robinson/2020/08/18/news/bentornata_cara_vecchia_lotta_di_classe-300827708/
https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/12/11/i-super-ricchi-alla-base-delle-crisi-come-evitarlo-misure-fiscali-parla-lautore-del-libro-che-lega-guerre-commerciali-e-lotta-di-classe/6009245/

Finanziarizzazione/Boltanski

Luc Boltanski, Arnaud Esquerre -Arricchimento. Una critica della merce – Il Mulino (2019)

Tre quarti delle esportazioni mondiali di beni di consumo di lusso, che sono quasi raddoppiate fra il 2000 e il 2011, provengono da paesi dell’Europa occidentale e in particolare dalla Francia e dall’Italia (l’abbigliamento, la pelletteria e le calzature costituiscono rispettivamente il 39, il 38 e il 33% delle esportazioni di lusso).
La gioielleria e l’alta orologeria provengono soprattutto dalla Svizzera, mentre le automobili di lusso dalla Germania (nel corso degli anni Duemila, prima della contrazione delle vendite in questo settore successiva alla crisi del 2008, le marche tedesche avevano raggiunto dal 19 al 29% di questo mercato).
La Francia, prima in questa classifica, detiene l’11,2% del mercato mondiale dei beni di lusso (con un tasso di crescita annuo del 9,8%).
Queste esportazioni sono orientate soprattutto verso i paesi sviluppati (70%), che hanno la quota piu’ importante di ricchi, ma anche verso i paesi emergenti (in particolare la Cina), il cui consumo e’ molto aumentato, passando dal 21% nel 2000 al 39% nel 2011, con i paesi del golfo Persico che sono diventati ormai i principali importatori […]
All’interesse per le cose di lusso bisogna associare un secondo fattore di creazione di ricchezza che ha assunto oggi grande importanza. Esso e’ legato a processi diversi che possiamo chiamare processi di patrimonializzazione e che riguardano in particolare il settore immobiliare, ma possono essere estesi ad altri tipi di beni.
La patrimonializzazione riguarda gli appartamenti nei centri storici di grandi citta’, le case situate vicino a dei monumenti o i siti considerati come luoghi particolari, per esempio «i piu’ bei villaggi di Francia», o le zone classificate come «parchi» e che dopo essere state scelte attraverso una procedura amministrativa sono oggetto di misure di «protezione», cioe’ di conservazione in condizioni identiche a un periodo antecedente, attraverso un lavoro di ricostituzione di un passato piu’ o meno fittizio.
Questo processo riveste una grande importanza economica poiche’ suscita, laddove si e’ prodotto, un considerevole aumento dei prezzi del settore immobiliare, e importanti riflessi sul turismo […]
Piu’ in generale, la patrimonializzazione e’ diventata una tecnica di «sviluppo territoriale» con i suoi esperti in strategie di sviluppo locale, che sanno rivelare i beni territoriali e valorizzarne il loro «potenziale».
Il loro strumento e’ il «rilancio», che trasforma l’eredita’ dormiente in patrimonio attivo, stimolando la capacita’ degli attori di «appropriarsi della storia, anche a costo di trasformarla» […]
Questi «eredi della storia» la utilizzano in realta’ allo scopo di creare un valore aggiunto per i beni o i servizi che forniscono, in modo da «specificare» e da «differenziare i prodotti e i servizi rispetto ai loro concorrenti». Gli esperti parlano di «innovazione patrimoniale» per definire questo sfruttamento sistematico del passato attraverso il «rilancio»

Info:
https://ilmanifesto.it/la-trappola-narrativa-che-da-valore-alle-merci/
http://materialismostorico.blogspot.com/2020/04/arricchimento-bolstanski-esquerre-e-la.html
http://www.vita.it/it/article/2019/11/06/il-capitalismo-che-ci-ha-rubato-le-parole-ora-ci-ruba-anche-le-storie/153188/

Finanziarizzazione/Stiglitz

Joseph E. Stiglitz – Riscrivere l’economia europea. Le regole per il futuro dell’Unione – il Saggiatore (2020)

Molte banche sono passate dal finanziare le loro attivita’ attraverso i piccoli depositanti, che sono relativamente stabili, a prendere in prestito soldi da altre istituzioni finanziarie, in un processo noto come raccolta di fondi all’ingrosso.
Prendendo soldi in prestito all’ingrosso, le banche potevano espandersi molto piu’ rapidamente di quando erano costrette a darsi da fare per convincere i depositanti a cambiare banca.
La raccolta di fondi all’ingrosso e’ stato uno dei pilastri di quello che e’ diventato noto come sistema bancario ombra, o shadow banking.
L’altro pilastro e’ stato il fatto di ricavare introiti dalle commissioni, invece che dal differenziale fra i tassi a cui prendevano in prestito e quelli a cui prestavano: nel vecchio sistema, le banche guadagnavano trovando mutuatari che consideravano sicuri e prestando loro denaro a un tasso leggermente piu’ alto di quello a cui loro prendevano in prestito; se prestavano a un mutuatario che non era in grado di restituire i soldi, ci rimettevano.
Nel nuovo sistema, le banche emettevano i prestiti, ma poi li vendevano ad altri. I prestiti spesso venivano accorpati insieme e il pacchetto che ne risultava veniva venduto come un titolo. L’idea era che anche se uno o due prestiti andavano male, il rischio era diversificato, e quindi il titolo complessivamente era sicuro. Le banche (e le altre istituzioni che emettevano prestiti e mutui) non si facevano carico del rischio di un fallimento, era l’investitore finale ad accollarselo: una pratica che ha reso meno pressante l’esigenza di fare attenzione a chi prestavano soldi.
Le banche guadagnavano con le commissioni sull’emissione di prestiti, l’accorpamento di prestiti e la vendita dei titoli che ne risultavano. In teoria, questo scaricava su altri i costi dell’insolvenza. C’erano commissioni lungo tutto il processo produttivo della cartolarizzazione. Le banche avevano un incentivo a espandersi, anche se significava prestare soldi a individui meno solventi. L’attivita’ bancaria, in conseguenza di tutto cio’, era diventata sempre piu’ redditizia e irresponsabile […]
Questa nuova era della gestione patrimoniale vide la rapida ascesa di investitori istituzionali come fondi pensione e compagnie assicurative. Nel 2009 l’industria della gestione patrimoniale era cresciuta fino ad arrivare a 12800 miliardi di euro di attivita’, circa un terzo dell’intero settore bancario dell’Unione europea […]
Le agenzie di rating giocavano un ruolo chiave in questa frode, perche’ assegnavano valutazioni in tripla A a titoli che non lo meritavano, praticando una truffa su larga scala in una corsa al ribasso con altre agenzie di rating.
La raccolta di fondi all’ingrosso (contro l’approccio
«al dettaglio», che consisteva nel convincere i risparmiatori a depositare i loro soldi nella banca) in Europa ebbe un boom ancora piu’ clamoroso che negli Stati Uniti: nel 2008 rappresentava il 60 per cento della raccolta di fondi totale per le 16 banche piu’ grandi del continente, il doppio rispetto
alle grandi banche statunitensi.

Info:
https://www.linkiesta.it/2020/05/nobel-stigliz-come-riscrivere-economia-europea/
http://temi.repubblica.it/micromega-online/al-capezzale-dell-europa/
https://www.ilsaggiatore.com/libro/riscrivere-leconomia-europea/

Finanziarizzazione/Mazzucato

Mariana Mazzucato – Il valore di tutto – Laterza (2018)

L’acquisto di azioni proprie e’ un modo di trasferire denaro dalla societa’ agli azionisti.
La societa’ acquista parte delle azioni dagli azionisti esistenti.
In termini di finanza e di economia, queste operazioni sono come dividendi: gli azionisti ricevono, e la societa’ paga, un medesimo importo.
La sola differenza e’ che i dividendi sono pagati a tutti gli azionisti in pari misura, mentre gli acquisti di azioni vengono pagati solo a quelli che vogliono vendere: e per di piu’, gli acquisti di azioni evitano qualsiasi tassazione sui dividendi imposta dai governi che desiderano un maggior reinvestimento degli utili.

Info:
https://www.laterza.it/index.php?option=com_laterza&Itemid=97&task=schedalibro&isbn=9788858127841
https://www.anobii.com/books/Il_valore_di_tutto/9788858127841/01dd6d24ba48fe41d4
https://www.pandorarivista.it/articoli/valore-di-tutto-mariana-mazzucato/

Finanziarizzazione/Galli

Giorgio Galli, Francesco Bordicchio – Arricchirsi impoverendo. Multinazionali e capitale finanziario nella crisi infinita – Mimesis (2018)

La crisi economica scoppiata nel 2008, e che continua a imperversare, ha distrutto l’economia.
E’, a differenza delle crisi precedenti, tra cui in particolare quella del ’73, una crisi endogena, dovuta a cause interne al sistema e non esterne, vale a dire che e’ dovuta alle tendenze autodistruttive e rovinose del capitale quando si trova senza limiti, e in particolare senza quei limiti cui ha dovuto sottostare in quanto impostigli dalle socialdemocrazie europee per combattere la paura del comunismo: e’ una crisi nata nella finanza e che si e’ propagata all’intera economia per la natura predominante della stessa finanza, inevitabile alla luce dei
superprofitti che genera e della mancanza di ostacoli a monopoli e oligopoli e cosi’ a restrizioni della concorrenza, con possibilita’ dei capitali di destinarsi indisturbati dove meglio gradiscono.

Info:
https://www.unilibro.it/libro/galli-giorgio-bochicchio-francesco/arricchirsi-impoverendo-multinazionali-capitale-finanziario-crisi-infinita/9788857543932

Finanziarizzazione/Formenti

Carlo Formenti – Utopie letali – Jaca Book (2013)

Analizzando le politiche economiche condotte da tutti i governi occidentali negli ultimi decenni, se ne ricava un’impressione di incredibile uniformita’, a partire dai continui sgravi fiscali per i ricchi, motivati dal fatto che, in questo modo, si sarebbero promossi gli investimenti e, di conseguenza, sarebbero aumentati i livelli di occupazione e i redditi […]
I capitali «liberati» dagli sgravi fiscali [pero’] non venivano reinvestiti in attivita’ produttive ma alimentavano solo le speculazioni finanziarie.
Passiamo a un secondo Leitmotiv delle politiche liberiste, vale a dire le massicce privatizzazioni di beni comuni e servizi pubblici: restituire la produzione di servizi sociali al mercato, si sostiene, significa sottoporli alle leggi della concorrenza, contribuendo a migliorarne la qualita’ e ridurne i costi, ma soprattutto significa ridurre la spesa pubblica combattendo sprechi e inefficienze.
La realta’ ha al contrario dimostrato che a migliorare sono solo i profitti privati, mentre i costi aumentano e la qualita’ dei servizi peggiora.

Info:
http://temi.repubblica.it/micromega-online/la-prefazione-a-utopie-letali-di-carlo-formenti/
http://www.inchiestaonline.it/libri-e-librerie/valerio-romitelli-le-utopie-letali-che-si-aggirano-per-il-mondo-secondo-carlo-formenti/
http://www.inchiestaonline.it/libri-e-librerie/valerio-romitelli-le-utopie-letali-che-si-aggirano-per-il-mondo-secondo-carlo-formenti/

Finanziarizzazione/Harvey

David Harvey – L’enigma del capitale e il prezzo della sua sopravvivenza – Feltrinelli (2011)

L’efficace politica di compressione dei salari attuata a partire dal 1980 ha permesso ai ricchi di diventare molto piu’ ricchi.
Ci dicono che questo e’ un bene, perche’ i ricchi investiranno in nuove attivita’ imprenditoriali (ma soltanto dopo aver ceduto all’impulso competitivo di indulgere in un consumo vistoso, naturalmente).
Si’, certo, i ricchi investono, ma non sempre direttamente nella produzione; la maggior parte di loro preferisce investire in attivita’ finanziarie.
Per esempio, acquistano azioni e i corsi azionari salgono; percio’, investono nei mercati azionari somme ancora maggiori, indipendentemente dai risultati effettivamente ottenuti dalle societa’ in cui investono […]
La tendenza a investire in attivita’ finanziarie si e’ diffusa a macchia d’olio. Secondo quanto emerso periodicamente dagli anni ottanta in poi, molte grandi imprese industriali realizzavano maggiori guadagni dalle operazioni finanziarie che dalla produzione vera e propria, in particolar modo nel settore dell’auto.
Le grandi case automobilistiche erano ormai gestite da contabili invece che da ingegneri, e le divisioni finanziarie che offrivano prestiti ai consumatori erano diventate altamente redditizie […]
Ma, cosa ancora piu’ importante, grazie alle transazioni interne ai grandi gruppi industriali che producevano parti e componenti per auto in ogni parte del mondo, era possibile manipolare i prezzi e i prospetti contabili, sfruttando le differenze valutarie, in modo da dichiarare utili nei paesi dove le aliquote fiscali erano piu’ basse e sfruttare le fluttuazioni valutarie per realizzare guadagni monetari.

Info:
http://www.spazioterzomondo.com/2012/05/recensione-david-harvey-l%E2%80%99enigma-del-capitale-e-il-prezzo-della-sua-sopravvivenza-feltrinelli/
http://contropiano.org/contropianoorg/aerosol/vetrina-pubblicazioni/2011/07/05/l-enigma-del-capitale-e-il-prezzo-della-sua-sopravvivenza-02315
http://www.millepiani.org/recensioni/l-enigma-del-capitale-e-il-prezzo-della-sua-sopravvivenza

Finanziarizzazione/Formenti

Carlo Formenti – Utopie letali – Jaca Book (2013)

Le ricostruzioni storiche del processo di finanziarizzazione negli ultimi decenni del XX secolo distinguono due fasi: una prima finanziarizzazione, che coincide con il progressivo mutamento della concezione dell’impresa capitalistica, da dispositivo produttivo a portafoglio di attività, e una seconda finanziarizzazione, nel corso della quale l’interesse degli azionisti e’ venuto gradualmente occupando una posizione preminente nella determinazione degli obiettivi dell’impresa, i quali hanno finito per coincidere quasi esclusivamente con la massimizzazione del valore azionario della stessa […]
A conclusione delle due fasi appena descritte, ci si
e’ trovati di fronte a un’impresa che ha cessato di strutturare la propria organizzazione in relazione a considerazioni di tipo produttivo e/o commerciale, per adottare modelli funzionali alla valorizzazione specificamente finanziaria degli investimenti.

Info:
http://temi.repubblica.it/micromega-online/la-prefazione-a-utopie-letali-di-carlo-formenti/
http://www.inchiestaonline.it/libri-e-librerie/valerio-romitelli-le-utopie-letali-che-si-aggirano-per-il-mondo-secondo-carlo-formenti/
http://www.inchiestaonline.it/libri-e-librerie/valerio-romitelli-le-utopie-letali-che-si-aggirano-per-il-mondo-secondo-carlo-formenti/

Finanziarizzazione/Galli

Giorgio Galli, Francesco Bordicchio – Arricchirsi impoverendo. Multinazionali e capitale finanziario nella crisi infinita – Mimesis (2018)

I fondi pensione sono il prodotto della finanziarizzazione del concetto di sicurezza sociale (“dalla culla alla tomba”), frutto della citata convergenza tra capitalismo e democrazia rappresentativa.
Ma il mandato iniziale di garantire […] che i soldi versati dai lavoratori siano in grado di ripagare in futuro chi va in pensione, si e’ trasferito da istituzioni pubbliche, statuali (come, per esempio, l’Inps, in Italia), a enti gestiti da professionisti della finanza (equivalenti sociali dei loro colleghi dei vertici delle multinazionali, anche i fondi sovrani comprendono gli stessi beni e sono gestiti, con gli stessi criteri, dall’identico ceto), in grado di investire efficacemente e di arricchirsi con le retribuzioni, tanto che il portafoglio complessivo dei trecento citati colossi e’ passato dai quattro miliardi e seicento milioni di dollari del 2008, all’inizio della crisi, a oltre settemila miliardi nel 2015.
Un processo che, agli albori del movimento operaio, era iniziato con modeste casse mutue di lavoratori, e’ assurto, con la globalizzazione, a tali dimensioni finanziarie e multinazionali da far pensare a un capitalismo spersonalizzato, allo sfumarsi delle categorizzazioni di ceto e classe in una sorta di “societa’ liquida”

Info:
https://www.unilibro.it/libro/galli-giorgio-bochicchio-francesco/arricchirsi-impoverendo-multinazionali-capitale-finanziario-crisi-infinita/9788857543932

Finanziarizzazione/Crouch

Colin Crouch – Combattere la postdemocrazia – Laterza (2020)

[La] deregolamentazione consenti’ alle banche di finanziare investimenti molto superiori al loro patrimonio.
Cio’ permise loro di rischiare sui mercati secondari somme sempre maggiori, accelerando la spirale al rialzo delle quotazioni. Le banche correvano sempre piu’ rischi, ma ogni volta un investitore (persona o azienda) rivendeva i titoli a un numero maggiore di ulteriori investitori, riducendo cosi’ i propri rischi attraverso la condivisione con una platea sempre piu’ vasta di attori.
L’espansione del sistema e l’entrata in gioco dei ricchi della Cina, della Russia e di molti altri paesi fino a quel momento estranei al sistema di mercato capitalistico, estese i rischi a un numero sempre maggiore di investitori. La condivisione – e dunque la riduzione dei rischi – sembrava poter proseguire all’infinito, o quasi.
La ricchezza non veniva creata attraverso la produzione di beni e servizi reali, ma attraverso la rivalutazione costante di titoli finanziari acquistati e rivenduti all’infinito.
In tal modo, le attivita’ finanziarie sono diventate la forma di gran lunga piu’ redditizia di attivita’ economica: per fare denaro bastava muovere denaro, tagliando cosi’ fuori le attivita’ intermedie necessarie per realizzare beni o fornire i servizi venduti a scopo di profitto.
Le imprese operanti in altri settori dell’economia sono state cosi’ incentivate prima a crearsi un proprio braccio finanziario, e poi a concentrare su di esso le proprie competenze e i propri sforzi strategici, demandando qualsiasi ulteriore attivita’ ad
altri, ivi comprese le funzioni legate a quello che fino a quel momento era stato il loro core business e ai rapporti con la clientela di massa […]
Ci sono fondati motivi per affermare che la previsione che in caso di necessita’ i governi sarebbero intervenuti a salvare le banche – “troppo grandi per fallire” – abbia incoraggiato queste ultime a correre rischi irresponsabili, e che i salvataggi
post-2008 non abbiano fatto altro che incentivare le stesse banche a correre rischi ancora maggiori in futuro.
Quando si e’ capito chiaramente che tutti i responsabili della catastrofe l’avrebbero fatta franca, qualcuno ha osservato che i banchieri sono “troppo grandi” non solo “per fallire” (to fail), ma anche “per finire in carcere” (to jail).
D’altra parte, a fronte dei danni provocati dai salvataggi, occorre considerare anche il rischio di un crollo totale dell’economia globale se non si fosse fatto nulla per bloccare l’emorragia delle quotazioni azionarie.

Info:
https://www.laterza.it/index.php?option=com_laterza&Itemid=97&task=schedalibro&isbn=9788858139882
https://www.arci.it/il-libro-combattere-la-postdemocrazia-di-colin-crouch/
https://www.ilfoglio.it/cultura/2020/02/09/news/postdemocrazia-no-300300/