Per noi – precisa un testo della commissione reddito ACI – il reddito garantito non e’ un’elemosina, non e’ denaro per l’inattivita’ che comporterebbe l’obbligo di «fare qualcosa» [sottinteso: di «lavorare»].
Per noi il reddito garantito e’ un diritto. Se rivendichiamo questo diritto e’ perche’ partecipiamo in un modo o nell’altro alla produzione della ricchezza sociale – o potremmo parteciparvi se disponessimo dei mezzi necessari […].
Noi produciamo una ricchezza sociale non remunerata […] che consiste in diverse forme di autorganizzazione collettiva, di sistemi di aiuto e di mutuo soccorso che ci aiutano ad affrontare i problemi quotidiani, a scambiare conoscenze, a prendere iniziative che ci permettono di sfuggire alla miseria e alla noia […]
Noi vogliamo procurarci i mezzi per sviluppare delle attivita’ molto piu’ ricche di quelle alle quali oggi siamo limitati […]
Il reddito non e’ piu’ inteso come la remunerazione o il compenso di una creazione di ricchezza; e’ cio’ che deve rendere possibile lo sviluppo di attivita’ che sono una ricchezza e un fine in esse stesse,la cui produzione e’ il prodotto.
E’ cio’ che deve permettere «ai creatori di creare, agli inventori di inventare, alla moltitudine di attori che, per cooperare, non hanno bisogno ne’ di imprese ne’ di capomastri ne’ di datori di lavoro, d’inventare la societa’ e di creare legame sociale sotto forma di reti di cooperazione gratuita».
Insomma, il reddito garantito deve rendere possibili tutte quelle attivita’ fuori mercato, fuori contabilita’ e fuori norma che non sono scambiabili ne’ producono niente di scambiabile con altro, niente di misurabile e di traducibile nel suo equivalente monetario.
Info:
https://www.pandorarivista.it/articoli/ecologia-politica-di-andre-gorz/
https://it.wikipedia.org/wiki/Andr%C3%A9_Gorz