Green New Deal/Bremmer

Il potere della crisi. Come tre minacce e la nostra risposta cambieranno il mondo – 
Ian Bremmer – Egea (2022)


Sappiamo che il mondo sta diventando piu’ caldo.
E’ un fenomeno facile da misurare e da comprendere. Il Sole proietta il calore verso la Terra. La nostra atmosfera rimanda una parte di quel calore nello spazio, evitando che il pianeta diventi troppo caldo per ospitare la vita. Allo stesso tempo, l’anidride carbonica nell’atmosfera cattura una quantita’ sufficiente di quel calore e impedisce che il nostro pianeta diventi una gigantesca sfera di ghiaccio.
Ne’ troppo caldo, ne’ troppo freddo. Questo «effetto serra naturale» rende possibili tutte le forme di vita sul pianeta.
Ma tutto il petrolio, il gas e il carbone che abbiamo usato per produrre energia e alimentare le nostre economie hanno pompato molta più anidride carbonica nell’atmosfera […]
In termini di tempo geologico, tutto questo e’ accaduto in un istante. Durante l’era industriale, iniziata circa 260 anni fa, la quantita’ di anidride carbonica nell’atmosfera e’ aumentata del 30 per cento, facendo salire la temperatura della terra di 1,2 gradi Celsius.
Questo cambiamento sta acquistando slancio; i vent’anni piu’ caldi mai registrati sono caduti tutti negli ultimi ventidue anni.
Lo scioglimento dei ghiacci intorno ai poli ha fatto salire il livello del mare di circa 20 centimetri nel corso del XX secolo e potrebbe farlo aumentare di un altro metro entro la fine del XXI, stando ai dati delle Nazioni Unite. Oggi l’1 per cento circa della superficie terrestre e’ vicino al punto di essere diventato troppo caldo per ospitare qualsiasi forma di vita (pensiamo al Sahara).
Si prevede che entro il 2070 questa percentuale superera’ il 20 per cento circa […]
Piu’ calore significa piu’ acqua nell’aria, e cio’ incide su temperatura, umidita’, pressione atmosferica e instabilita’ atmosferica, tutti elementi che alterano drasticamente le condizioni meteorologiche. 

Info:
https://www.pandorarivista.it/articoli/il-potere-della-crisi-dal-nuovo-libro-di-ian-bremmer/
https://www.agi.it/cultura/news/2022-07-17/libri-bremmer-potere-crisi-scelte-future-17449689/
https://www.viasarfatti25.unibocconi.it/notizia.php?idArt=24613
https://www.linkiesta.it/2022/07/ian-bremmer-il-potere-della-crisi-estratto/
https://fuoricollana.it/il-potere-della-crisi-la-crisi-del-potere/3/
https://www.repubblica.it/cultura/2022/09/28/news/ian_bremmer_politilogo_ucraina_russia_putin-367707969/

Geoeconomia/Balestrieri

Tecnologie dell’impero – Francesca Balestrieri, Luca Balestrieri – Luiss (2024)


 I progetti rivali di riorganizzazione dell’economia mondiale, fuori dalle logiche di globalizzazione che avevano segnato il trionfante inizio del nuovo secolo fino alla crisi finanziaria del 2008, sono innanzitutto disegni di ristrutturazione degli spazi dell’innovazione, della produzione e degli scambi.
Vi e’ una logica difensiva, che riorganizza le supply chain e i knowledge network nei settori strategici in modo da impedire che azioni ostili possano bloccarli o destrutturarli. E vi e’ una logica offensiva, che opera in modo da rendere inefficienti o bloccare quelli della nazione rivale.
Occorre espandere la nozione di supply chain al di la’ del significato con il quale e’ tradizionalmente utilizzata: supply chain in questo contesto e’ l’insieme degli elementi che configurano un network tecnologico-industriale, dalle istituzioni della ricerca scientifica applicata a quelle che governano l’accumulo di know-how nelle risorse umane, ai soggetti che forniscono le materie prime e alle imprese che contribuiscono ai vari stadi della produzione.
L’innovazione e’ il prodotto di una rete, nella quale interagiscono scienza, finanza, formazione e imprenditorialita’, e nella quale la presenza dello Stato, nel nuovo contesto di sfida geopolitica, diventa sempre piu’ evidente e determinante. La competitivita’ dei comparti tecnologico-industriali strategici dipende dal buon funzionamento di questi network.
Il consolidamento delle proprie supply chain e l’attacco a quelle avversarie cominciano percio’ anche attraverso limitazioni alla circolazione di know-how, ponendo ostacoli all’accesso alle proprie universita’ o vietando alle risorse professionali strategiche di lavorare per imprese “non amiche”. E’ un decoupling anche mentale e simbolico, perche’ ridisegna la mappa del mondo segnando gli amici e i nemici. […]
Non la fine della globalizzazione e’ in gioco, ma la sua brutale reingegnerizzazione, secondo logiche di sicurezza. In parte e’ regionalizzazione, in parte ancor maggiore e’ riglobalizzazione secondo criteri di appartenenza e affiliazione.
Al fondo di questo riassetto e’ l’esigenza di controllo e governo dei sistemi strategici delle tecnologie.

Info:
https://www.pandorarivista.it/articoli/tecnologie-dell-impero-di-francesca-balestrieri-e-luca-balestrieri/
https://www.letture.org/tecnologie-dell-impero-ai-quantum-computing-6g-e-la-nuova-geopolitica-del-potere-luca-balestrieri-francesca-balestrieri
https://www.carmillaonline.com/2024/07/20/tecnopotere-totalitario/

Capitalismo/Mattei

Fuga dal capitalismo. Un libro che apre gli occhi finalmente – Clara E. Mattei – Fuoriscena (2026)


Dalla prospettiva del mercato, il capitalista agisce come qualsiasi altro acquirente. Impiega il capitale di cui dispone all’inizio per comprare i beni necessari alla produzione, compresa una merce speciale che chiamiamo forza lavoro, cioe’ la capacita’ delle persone di lavorare.
E’ questo che vendiamo all’imprenditore quando firmiamo un contratto: in cambio di un salario, accettiamo di mettere questa capacita’ al servizio della sua impresa per un dato numero di ore al giorno.
Il prezzo pagato dal capitalista per comprare la forza lavoro e’ variabile […]
Ma l’illusione si infrange quando lasciamo la sfera del mercato del lavoro per entrare in quella della produzione. I capitalisti hanno il diritto di «consumare» fino in fondo questa merce speciale che hanno comprato. Il loro consumo consiste nell’usare il nostro lavoro per produrre valore.
La verita’ e’ che il nostro lavoro produce piu’ valore di quello che ci viene restituito in busta paga. Questo valore extra, detto tecnicamente «plusvalore», e’ la fonte del profitto e della crescita economica in un’economia capitalista.
Il punto fondamentale e’ che il plusvalore e’ generato da lavoro non pagato e questo e’ un elemento essenziale del sistema: in sua assenza non ci sarebbe profitto per l’imprenditore. Senza profitto non ci sarebbe accumulazione di capitale, nessuna crescita economica e, in sostanza, nessun capitalismo.
Il capitalista paga la forza lavoro, ma non il valore reale prodotto dai lavoratori […]
Il profitto non deriva solo dalla parte di lavoro salariato non remunerato, ma anche da una quota di lavoro il cui costo non e’ a carico dell’imprenditore, che avviene fuori dall’azienda e garantisce il benessere fisico e psicologico del lavoratore. Mi riferisco al lavoro domestico che si svolge all’interno della casa, come preparare i pasti, fare le pulizie e il bucato, oltre all’assistenza sanitaria e alla scolarizzazione che ha fornito al lavoratore le competenze che impiega nel suo lavoro. Questi sono costi essenziali per il mantenimento di una sana forza lavoro, ma non e’ il capitalista a sostenerli (che anzi, puo’ trarre profitto ulteriore dalla fornitura dei servizi).

Info:
https://altreconomia.it/clara-mattei-per-organizzare-la-fuga-dal-capitalismo-e-smontarne-i-rapporti-di-potere/
https://www.5wagora.com/2026/03/24/fuga-dal-capitalismo/

https://www.stultiferanavis.it/la-rivista/leconomia-come-campo-di-battaglia-note-critiche-su-fuga-dal-capitalismo-di-clara-e-mattei
https://www.sinistrainrete.info/neoliberismo/33220-nicola-bielli-clara-mattei-l-austerita-e-una-guerra-di-classe-permanente.html?utm_source=newsletter_2574&utm_medium=email&utm_campaign=newsletter-sinistrainrete

Intelligenza Artificiale/Mollick

L’intelligenza condivisa. Vivere e lavorare insieme all’AI – Ethan Mollick – Luiss (2025)

La cosa che cambiera’ piu’ di ogni altra e’ l’insegnamento.
Attualmente, la modalita’ piu’ tipica e’ quella di un insegnante che fa lezione a una classe. Una buona lezione puo’ essere molto efficace ma richiede impegno: dev’essere ben strutturata, offrire agli studenti l’opportunita’ di interagire con il professore, e correlare in modo coerente le varie idee.
Nel breve termine, la AI potra’ aiutare gli insegnanti a preparare lezioni ricche di contenuti e strutturate sulle capacita’ di apprendimento degli studenti […]
Sul lungo periodo, la lezione come la conosciamo rischia pero’ di scomparire.
Troppo spesso richiede infatti un apprendimento del tutto passivo, con gli studenti che ascoltano e prendono appunti senza pensare criticamente a quanto viene detto loro e senza attivarsi per risolvere qualche problema. Inoltre, l’approccio “standardizzato” delle lezioni non tiene conto delle differenze tra singoli individui e delle loro diverse competenze, e fa si’ che alcuni restino indietro e altri si sentano poco stimolati.
L’apprendimento attivo riduce invece l’importanza della lezione classica e chiede agli studenti di partecipare al processo di apprendimento tramite attivita’ quali il problem solving, il lavoro di gruppo e gli esercizi pratici. Con questo approccio gli studenti collaborano tra loro e con l’insegnante per mettere in pratica quanto appreso […]
In che modo possono coesistere l’apprendimento attivo e quello passivo?
Una possibile soluzione e’ il “ribaltamento” delle lezioni. Gli studenti potrebbero assimilare nuovi concetti a casa, tramite video o altre risorse digitali, e poi metterli in pratica in classe, tramite attivita’ condivise, dibattiti o esercizi di problem solving.
L’idea chiave di una scuola al contrario e’ massimizzare il tempo in classe per l’apprendimento attivo e lo sviluppo di un pensiero critico, usando invece lo studio a casa per veicolare i contenuti.
L’esito di una rivoluzione simile potra’ sembrare controverso: risultera’ utile solo se riuscira’ davvero a stimolare l’apprendimento attivo.

Info:
https://www.carmillaonline.com/2025/05/04/scenari-di-intelligenza-condivisa/
https://www.mangialibri.com/lintelligenza-condivisa
https://magia.news/verso-una-interazione-tra-lintelligenza-umana-e-quella-artificiale/
https://edunews24.it/tecnologia/lintelligenza-condivisa-di-ethan-mollick-la-guida-definitiva-allintelligenza-artificiale-per-il-lavoro-leducazione-e-la-creativit

Societa’/Dardot

La nuova ragione del mondo. Critica della razionalità neoliberista. Nuova edizione – Pierre Dardot , Christian Laval – DeriveApprodi (2019)

Tre o quattro decenni di neoliberalizzazioni hanno profondamente impattato la societa’, istituendo ovunque nei rapporti sociali una situazione di rivalita’, precarieta’, incertezza, impoverimento assoluto e relativo.
La concorrenza generalizzata tra economie e indirettamente tra lavoratori, tra leggi e istituzioni che inquadravano l’attivita’ economica, ha avuto conseguenze negative per i lavoratori, che si sono sentiti abbandonati e traditi.
Le difese collettive della societa’ si sono a loro volta indebolite. I sindacati, in particolare, hanno perso forza e legittimita’. I collettivi di lavoro spesso sono implosi per effetto di un management altamente individualizzante. La partecipazione politica ha perso il proprio senso di fronte all’assenza di scelta tra opzioni diverse. La socialdemocrazia, convertita alla razionalita’ dominante, sta scomparendo in gran parte dei paesi […]
Come stupirsi, allora, della risposta da parte della massa dei «perdenti» di fronte alla messa in pratica di questo ordine della concorrenza? Nell’assistere al peggioramento delle loro condizioni e alla scomparsa dei punti di riferimento, non e’ forse comprensibile che si siano rifugiati nell’astensione politica o nel voto di protesta, che e’ anzitutto un appello alla protezione contro le minacce che pesano sulla loro vita e sul loro futuro?
In altri termini, il neoliberismo ha prodotto una crisi maggiore della «democrazia liberale-sociale», la cui manifestazione piu’ evidente e’ oggi l’incremento dei regimi autoritari e dei partiti di estrema destra sostenuti da gran parte delle classi popolari «nazionali»

Info:
https://www.pandorarivista.it/articoli/la-nuova-ragione-del-mondo-di-pierre-dardot-e-christian-laval/
https://ilmanifesto.it/la-trappola-del-capitale-umano
https://www.dianoia.it/public/rcs/rcs_21_34.pdf
https://www.leparoleelecose.it/?p=13014

Lavoro/Floridi

La differenza fondamentale. Artificial Agency:una nuova filosofia dell’intelligenza artificiale – Luciano Floridi – Mondadori (2025)

Il digitale rende stupidi i compiti, separandoli dall’intelligenza richiesta per svolgerli con successo.
Quando il digitale separa un compito dall’intelligenza, un algoritmo puo’ intervenire e sostituirci. Il risultato e’ una disoccupazione oggi rapida e diffusa, ma anche nuovi posti di lavoro domani.
Nel lungo termine l’esito potrebbe essere roseo, se solo riuscissimo a governare questa rivoluzione digitale in maniera intelligente ed etica (un grande “se”, senza dubbio). Per esempio, secondo la Banca Mondiale, entro il 2030 il mondo avra’ bisogno di 80 milioni di operatori sanitari, il doppio rispetto al 2013.
In una societa’ sempre piu’ pervasa da algoritmi e processi automatizzati, la questione e’ se e come possiamo fidarci di tecnologie senza cervello che prendono sistematicamente decisioni per noi e al posto nostro […]
Una volta rimpiazzati i colletti blu, i robot potrebbero verniciare le auto del colore sbagliato […]
I rischi sono reali e gravi. La soluzione e’ rimettere al proprio posto un po’ di intelligenza umana. Questo puo’ essere fatto in almeno quattro modi: prima, nel, sul e dopo il processo […]
Abbiamo bisogno degli esseri umani prima del processo perche’ vogliamo progettare il tipo giusto di ia ed eliminare o almeno ridurre al minimo i suoi rischi.
Gli esseri umani dovrebbero essere inclusi nel processo perche’ a volte anche la migliore ia puo’ sbagliare, essere alimentata con dati inesatti o essere usata in modo improprio.
Abbiamo bisogno di poter esercitare un controllo, in modo che alcune decisioni importanti non siano lasciate interamente a macchine senza cervello. Gli esseri umani dovrebbero avere un controllo sul processo perche’, mentre talune decisioni cruciali possono essere troppo complesse o urgenti per essere prese da un essere umano, e’ la nostra supervisione intelligente che dovrebbe controllare e gestire i processi che sono sia complessi che rapidi.
Gli esseri umani dovrebbero anche essere coinvolti dopo il processo, perche’ ci sono sempre problemi che vorremmo risolvere o correggere.

Info:
https://site.unibo.it/segnalibri/it/recensioni-1/floridi-la-differenza-fondamentale-artificial-agency-una-nuova-filosofia-dell-intelligenza-artificiale
https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/03/04/intelligenza-artificiale-floridi-differenza-fondamentale-news/8305908/
https://investireneimegatrend.substack.com/p/libri-la-differenza-fondamentale
https://concetticontrastivi.org/2025/11/04/non-intelligenza-ma/

Green New Deal/Bremmer

Il potere della crisi. Come tre minacce e la nostra risposta cambieranno il mondo – 
Ian Bremmer – Egea (2022)

Ora abbiamo capito tutti qual’ e’ l’origine del cambiamento climatico.
Negli ultimi cinquant’anni l’ingegno umano e i collegamenti internazionali hanno emancipato un numero di persone e sbloccato un potenziale economico superiori a qualsiasi altra forza nella storia. La globalizzazione ha sottratto miliardi di persone alla poverta’, ha migliorato l’aspettativa e gli stili di vita e ha creato opportunita’ senza precedenti per l’apprendimento e la mobilita’ verticale.
Ma non possiamo ignorare il rovescio della medaglia: queste conquiste avvengono al costo di uno sfruttamento senza precedenti delle risorse naturali mondiali, che ha alterato la chimica dei nostri oceani e della nostra atmosfera.
Fino a questo momento alla stragrande maggioranza della popolazione mondiale e’ convenuto pagare questo costo-opportunita’, ma non si puo’ dire lo stesso per il numero incalcolabile di specie che abbiamo portato all’estinzione.
A partire dal 1970 la crescita esponenziale del consumo umano di cibo e di altre risorse ha sterminato il 60 per cento dei mammiferi, degli uccelli, dei pesci e dei rettili, nonche’ l’83 per cento degli animali che vivono nei fiumi e nei laghi. E’ questo l’impatto dell’Antropocene, il primo periodo nella storia della Terra in cui la fonte principale del cambiamento ambientale sono le scelte fatte dagli esseri umani. 

Info:
https://www.pandorarivista.it/articoli/il-potere-della-crisi-dal-nuovo-libro-di-ian-bremmer/
https://www.agi.it/cultura/news/2022-07-17/libri-bremmer-potere-crisi-scelte-future-17449689/
https://www.viasarfatti25.unibocconi.it/notizia.php?idArt=24613
https://www.linkiesta.it/2022/07/ian-bremmer-il-potere-della-crisi-estratto/https://fuoricollana.it/il-potere-della-crisi-la-crisi-del-potere/3/
https://www.repubblica.it/cultura/2022/09/28/news/ian_bremmer_politilogo_ucraina_russia_putin-367707969/

Geoeconomia/Zizek

Punto zero – Slavoj Žižek – il Saggiatore (2026)

All’inizio dell’Ottocento, la Cina proibi’ l’importazione dell’oppio dall’India (all’epoca, sotto il dominio britannico) e tutte le grandi potenze occidentali (piu’ il Giappone) la attaccarono sostenendo che un paese che limitava il libero scambio si stava autoescludendo dalla societa’ civilizzata.
Inoltre, un posto del genere andava ricondotto alla civilta’, anche se cio’ avrebbe comportato un intervento militare. Il risultato fu un’incredibile devastazione socio-economica della Cina che, nel giro di vent’anni, perse piu’ della meta’ della sua produzione interna.
E oggi l’Occidente sviluppato sta imponendo i suoi dazi alla Cina, un’iniziativa disperata di nazioni piu’ arretrate per proteggere le proprie industrie obsolete.
Importare dalla Cina andava bene finche’ le fabbriche del paese si limitavano ad assemblare componenti che erano stati progettati nell’Occidente industrializzato (ricordiamoci cosa fa Foxconn per Apple). Ma quando l’industria cinese e’ diventata ingegnosa e creativa, spesso superando i suoi corrispettivi in America ed Europa, l’Occidente ha riscoperto qual era l’aspetto che piu’ ne disprezzava in passato.

Info:
https://www.liminarivista.it/comma-22/slavoj-zizek-punto-zero-macerie-populismo-neofeudalesimo-digitale/
https://www.ilsaggiatore.com/storage/app/media/2026_05_03-Lettura-Zizek.pdf
https://archivista.info/index.php/2026/06/24/slavoj-zizek-punto-zero/
https://rocca.cittadella.org/rubrica/recensioni/slavoj-zizek-punto-zero/

Capitalismo/Dardot

La nuova ragione del mondo. Critica della razionalità neoliberista. Nuova edizione – Pierre Dardot, Christian Laval – Derive Approdi (2019)

Contrariamente alla percezione immediata e all’idea troppo semplicistica per la quale sarebbero i mercati che, dall’esterno, hanno conquistato gli Stati, dettandogli le politiche da perseguire, […] sono piuttosto gli Stati – soprattutto quelli piu’ forti – ad aver introdotto e universalizzato nell’economia, nella societa’ e finanche al proprio interno, la logica della concorrenza e del modello dell’impresa.
Non dimentichiamoci che l’espansione del mercato della finanza, come del finanziamento del debito pubblico sui mercati delle obbligazioni sono il risultato di politiche deliberate […]
La crisi che attraversiamo si manifesta allora per quella che e’: una crisi globale del neoliberalismo come modalita’ di governo delle societa’. L’attuale crisi dell’euro non e’ solo una crisi «monetaria», le crisi dei paesi del Sud dell’Europa non sono solo crisi «di bilancio», proprio come la crisi mondiale esplosa nell’autunno 2008 non e’ soltanto una crisi economica.
Presa isolatamente, la prima potrebbe sembrare una sorta di replica differita della crisi dei subprimes, una transizione tra la crisi del debito privato a quella del debito pubblico, sotto l’effetto di mercati speculativi incontrollati. Ma anche questo punto di vista e’ limitato, se non ingannevole. La crisi mondiale e’ una crisi generale della «governamentalita’ neoliberista», ovvero di una modalita’ di governo delle economie e delle societa’ basata sulla mercatizzazione e sulla concorrenza generalizzata.

Info:
https://www.pandorarivista.it/articoli/la-nuova-ragione-del-mondo-di-pierre-dardot-e-christian-laval/
https://ilmanifesto.it/la-trappola-del-capitale-umano
https://www.dianoia.it/public/rcs/rcs_21_34.pdf
https://www.leparoleelecose.it/?p=13014

Intelligenza Artificiale/Kaplan

Intelligenza artificiale: Guida al futuro prossimo – Jerry Kaplan – Luiss (2018)


Viviamo in un sistema economico che distribuisce ricchezza basata principalmente sul lavoro. In effetti, la classica richiesta dei diseredati non consiste in piu’ soldi, ma in un lavoro decente.
Stranamente, tuttavia, questo sistema basato sul lavoro si e’ affermato solo relativamente di recente in molti luoghi.
Nell’antico Egitto, il faraone, considerato un dio vivente, possedeva ogni cosa, in senso letterale, e tutti lavoravano per lui. Il faraone si occupava di distribuire cibo, riparo e altre risorse a volonta’, ovviamente con il vincolo pratico di mantenere stabile la societa’. Se da una parte i beni erano dati come ricompensa per il lavoro, non esisteva il denaro, e percio’ non c’erano stipendi formali, per gran parte della durata dell’impero. E in effetti questa organizzazione funzionava bene, e il sistema economico egiziano duro’ migliaia di anni.
L’Europa medievale funzionava secondo il sistema feudale, che era per molti aspetti una variante dello stesso tipo di organizzazione, anche se l’usufrutto delle terre – i feudi – era di solito legato all’obbligo di servire militarmente ogni volta che ce ne fosse bisogno.
Piu’ di recente, il sistema inglese dell’aristocrazia terriera, correlato con ma non identico alla nobilta’ ereditaria (il titolo di pari ), e’ perdurato nella pratica, se non nelle politiche, fino al Ventesimo secolo inoltrato […]
In nessuno di questi casi la classe dominante si guadagnava il proprio status economico con il lavoro.
La persistenza di sistemi di questo tipo e’ legata alla prevalenza dell’agricoltura come principale oggetto dell’attivita’ umana: storicamente, gran parte dei beni della societa’ consistevano proprio nelle terre, la qual cosa ha fatto si’ che la proprieta’ terriera e’ stata diffusamente sinonimo di ricchezza […]
Il problema, nel mercato del lavoro moderno, e’ che, per quanto tu possa lavorare, il grosso della ricchezza prodotta non spettera’ a te. Piuttosto, una parte di essa sara’ utilizzata per trovare modi di renderti ancora piu’ produttivo, un eufemismo per l’automatizzazione dei processi che mettera’ le persone, te compreso, al di fuori del mercato del lavoro.
Un numero sempre crescente di coloro che, tra economisti e tecnologi, studiano il mercato del lavoro e la disuguaglianza di reddito, me compreso, crede che siamo sulla soglia di una sostanziale accelerazione nell’applicazione delle tecnologie di IA, il cui rapido sviluppo avra’ con tutta probabilita’ l’effetto di aumentare drasticamente la produttivita’, e altrettanto rapidamente di togliere il lavoro a tantissimi.
Se questo dovesse accadere, potremmo trovarci davanti a una scelta difficile: cambiare il nostro sistema economico per gestire gli inevitabili sconvolgimenti sociali che ci saranno e mantenere la crescita economica, oppure passare anni durissimi assistendo all’apparente contraddizione di una produttività in aumento in mezzo alla poverta’ diffusa.

Info:
https://internetmanagerblog.com/2018/08/01/recensione-libro-intelligenza-artificiale-guida-al-futuro-prossimo-jerry-kaplan/
https://www.ai4business.it/intelligenza-artificiale/jerry-kaplan-lai-del-futuro-dovra-apprendere-e-migliorare-in-modo-continuo-e-incrementale/
https://www.premio-asimov.it/biblioteca/intelligenza-artificiale/

https://www.wired.it/article/jerry-kaplan-intervista-ai-generativa/
https://www.domanipress.it/intervista-jerry-kaplan-vi-spiego-perche-non-ce-alcun-motivo-di-temere-lintelligenza-artificiale/
https://www.ilmessaggero.it/tecnologia/moltofuturo/intelligenza_artificiale_jerry_kaplan_pioniere_silicon_valley_non_abbiate_paura-8605254.html